Frontini: "Chi strumentalizza santa Rosa non ama la città. Il disastro è quello che avete lasciato voi"
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VITERBO - "Perché se c’è un disastro, è lo stato in cui abbiamo raccolto la città dopo anni di incuria. Un disastro, quello sì, che solo con l’impegno e la dedizione che mettiamo ogni giorno in questo servizio potremo sanare".

VITERBO – “Chi strumentalizza Santa Rosa non ama la città. Perché i fatti dell’ultimo Trasporto dicono ben altro dal messaggio che si cerca di far passare. Nessuna frattura tra Comune e Facchini, raddoppiati i numeri della diretta, che ha raggiunto l’1,85% di share in confronto al 0,97% del 2019, in Comune ospiti travel bloggers e anche una giornalista di Forbes, con un risparmio sul classico “buffet” di oltre il 30%”. Replica così il sindaco Frontini alle accuse sollevate durante il consiglio comunale straordinario dalle opposizioni che hanno dipinto l’ultimo tre settembre come il peggiore della storia. 

“E, sul bando per la nuova Macchina, nonostante saremmo perfettamente in tempo per farla nel 2023, abbiamo preso una scelta: scegliamo di uscire dalla logica dell’emergenza e della fretta a tutti i costi per fare le cose per bene. Scegliamo di destinare quei fondi a supportare famiglie e imprese che questo autunno, se la situazione internazionale non cambia, si troveranno in difficoltà – ha continuato il sindaco -. Scegliamo di far passare la Macchina alle porte del Giubileo 2025 perché è strategico per la crescita della città, per fare in modo che Viterbo sia pronta ad ospitare un grandissimo evento mondiale, anche utilizzando il volano magnifico del trasporto del 2024, con un passaggio di consegne “ideale” tra Gloria e il nuovo vincitore il prossimo 3 settembre.

Perché se c’è un disastro, è lo stato in cui abbiamo raccolto la città dopo anni di incuria. Un disastro, quello sì, che solo con l’impegno e la dedizione che mettiamo ogni giorno in questo servizio potremo sanare”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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