Frontini: “Cessione dei posti in comune per Santa Rosa, siamo stati il motore di un piccolo cambiamento”
Chiara Frontini
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VITERBO - Chiara Frontini (Viterbo 2020) sull'aumento delle adesioni all'iniziativa da parte dei consiglieri comunali.

VITERBO – Pubblichiamo l’intervento di Chiara Frontini, Consigliera di Viterbo 2020.

Ci riempie di orgoglio la cessione alle categorie bisognose dei posti assegnati ai consiglieri comunali per assistere al trasporto della Macchina di Santa Rosa. Una nostra iniziativa storica che diventa sempre più patrimonio della città.

Quando sono arrivata in consiglio comunale nel 2013, i due posti per ogni consigliere erano sempre occupati da ospiti di varia natura, amici, parenti, una sorta di ennesimo anacronistico privilegio.

Fin dal 2013 abbiamo chiesto ai consiglieri di rinunciare ai propri posti a favore dei nonni dei centri sociali o dei ragazzi delle case famiglia e, ogni anno, queste adesioni aumentavano fino a superare la metà dei componenti del consiglio. Per questo, già nel 2015 abbiamo proposto una mozione per istituzionalizzare questa decisione e, con l’avvento della nuova amministrazione, l’assessorato ai Servizi sociali ha fatto propria questa iniziativa a favore dei ragazzi delle case famiglia viterbesi.

Il gruppo consiliare del movimento civico Viterbo 2020, già dallo scorso anno, ha scelto di ospitare otto nonni dei centri anziani e centri sociali della città: persone che hanno contribuito a costruire la Viterbo che conosciamo e che, per questioni economiche o di salute, non avrebbero potuto assistere al trasporto se non davanti alla Tv.

Altri consiglieri hanno dichiarato di offrire questa possibilità a persone in stato di necessità e questa gara di solidarietà ci rende felici, consapevoli di esser stati motori di un piccolo ma significativo cambiamento, che va nel senso dell’eliminazione di inutili benefici e della vicinanza a chi è più debole.

 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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