Frontini alle opposizioni: "Abbiamo raccolto una città in macerie e la stiamo ricostruendo"
Foto Frontini
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VITERBO - Le opposizioni sparano a rialzo zero sulla sindaca Chiara Frontini e cosa pensa il sindaco delle frasi pronunciare non rimane nella sua testa ma diventa un duro messaggio di replica affidato ai social del primo cittadino.

VITERBO – Le opposizioni sparano a rialzo zero sulla sindaca Chiara Frontini e cosa pensa il sindaco delle frasi pronunciare non rimane nella sua testa ma diventa un duro messaggio di replica affidato ai social del primo cittadino.

“In questi giorni di ricostruzioni fantasiose ne leggo tante. “La Giunta al capolinea”, “liberiamocene il prima possibile”, addirittura “riportiamo la città alla normalità”. Il pulpito è ovviamente quello dell’attuale opposizione, alias il precedente sistema di governo, che per anni e anni e anni si è occupato di tutto meno che di Viterbo – così Chiara Frontini – Quale normalità, quindi? La vostra!

Quella dei cambi di casacca, delle spartizioni di poltrone a cui ci avete abituato? Quella che lascia una società pubblica come la Francigena sull’orlo del fallimento? Quella che progetta lavori nelle scuole senza alternative di sede per gli studenti? Quella che lascia l’intero quartiere di Colleverde senza opere di urbanizzazione, intere strade senza luce perché non prende in carico le opere? La viabilità in condizioni disastrate? La normalità di accumulare morosità e non avere neanche il comando della polizia in regola col catasto? Ma per favore.

Abbiamo raccolto una città in macerie e la stiamo ricostruendo. Con fatica, facendo degli errori, certo. Ma andiamo avanti, Viterbo va avanti e anche noi. Con le opere in cantiere, tutte in linea senza troppi intoppi, il nuovo appalto dei rifiuti e del verde finalmente in arrivo, il più grande piano di asfaltature mai varato con oltre 8 milioni di asfalti a terra. Non basta? No, non basta mai. Ma il pensiero di tornare a quei cancan di politichetta di bassa lega che tutto pensa meno che alla città ve lo rispediamo al mittente, con tanti sorrisi”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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