Grande distribuzione con frode: 7 milioni di euro tra società fittizie e diversi appalti fantasma
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Smantellato un sistema di frode fiscale da oltre 7 milioni di euro nella grande distribuzione, con arresti e sequestri a carico di un nucleo familiare che usava società fittizie e appalti falsi per evadere IVA e contributi. L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Viterbo, coordinata dalla Procura di Roma.

ROMA – Una maxi-frode fiscale da oltre 7 milioni di euro è stata scoperta nel settore della grande distribuzione organizzata, dove il risparmio non veniva dalle offerte, ma da un sofisticato sistema di evasione fiscale. A smascherarlo è stato il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Viterbo, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma. L’indagine ha portato all’emissione di misure cautelari personali e patrimoniali eseguite nei giorni scorsi su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma.

Al centro dello schema illecito c’era un nucleo familiare che, attraverso una ragnatela di società ha messo in piedi un vero e proprio “supermercato dell’evasione”. Il cuore del meccanismo era rappresentato da falsi contratti di appalto per la fornitura di manodopera, che mascheravano in realtà un sistema volto a tagliare i costi evitando di pagare IVA, contributi previdenziali e ritenute fiscali.

Un gioco di specchi in cui le società fantasma emettevano e ricevevano fatture per operazioni mai avvenute, in un circolo vizioso utile solo a gonfiare i profitti e ad abbattere gli obblighi verso il fisco. Il risultato? Una concorrenza sleale.

Il sistema messo in atto permetteva agli ideatori di presentarsi sul mercato con prezzi più competitivi, ma non grazie all’efficienza o all’innovazione, bensì tramite un modello fondato sull’illegalità.

I sequestri patrimoniali, del valore complessivo di oltre 7 milioni di euro, hanno colpito direttamente i beni accumulati grazie all’attività illecita: conti correnti, immobili, veicoli e partecipazioni societarie. Le misure cautelari personali riguardano soggetti direttamente coinvolti nella gestione e nell’ideazione del sistema truffaldino.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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