'Friday night fever', un segnale per il centro. Pareri divisi tra "successo" e "flop"
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E' stato un successo? E' stato un flop? Dipende sempre da che punto di vista guardi il bicchiere. Gente in centro c'era, non da calca come quando esce la coppia reale in Inghilterra ma neanche da deserto dei Tartari.
Piazza del Comune

‘Friday night fever’, così a Viterbo tornano le notti bianche. Poteva andare meglio, ma la serata di ieri una sua dimensione l’ha avuta. Certo, dipende sempre dalle aspettative che uno si dà. Le piazze coinvolte dalla manifestazione, organizzata dalle Politiche Giovanili in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, hanno girato. Più gente a piazza del Comune e piazza del Gesù, ressa di giovani su via San Lorenzo, dove la classica movida viterbese la fa sempre da padrone, meno pubblico nelle zone più fuori dai classici giri delle uscite notturne: piazza Verdi, piazza Fontana Grande.

Il “generale freddicello” ci ha messo del suo, e in una Viterbo dove si esce solo in determinati momenti dell’anno (discorso che vale per le masse, of course) la cosa si è fatta un po’ sentire. Anche sull’apertura dei negozi si poteva fare di meglio, ma spesso è un discorso di mentalità dei commercianti stessi. Buoni affari per i titolari di bar, pizzerie e ristoranti vari. Di gente in centro c’è stata, non da tutto esaurito certo. Un segnale è comunque stato dato, un segnale richiesto tra l’altro da più portoni e saracinesche della parte storica della città. Il centro storico ha bisogno di eventi, per ritornare centrale.

Piazza del Teatro, ore 00.48

Più facile ottenere risposte, in termini di pubblico, nelle sere estive o tardo primaverili. Più coraggiosa la scelta di tentare l’operazione in stagioni ballerine. Ma l’ottimo sarebbe mettere in cartellone eventi anche per i mesi invernali, anche all’aperto e rischiando. Un po’ come avviene con l’Umbria Jazz a Orvieto. Sta di fatto, che dopo diversi anni di assenza, l’idea di realizzare appuntamenti in centro è tornata. Servirebbe reperire maggiori sostegni e cercare di alzare la qualità, ma la notte di ieri non è da buttare (come da diverse parti si vorrebbe far credere). Certo era utopia tirare fino alle 5 del mattino, pensando di essere in tanti. Viterbo non ha mai avuto eventi capaci di produrre questi effetti. Difficile anche pensare di vedere il pienone in tutte le piazze. E oggi sui social si scatena la gara di fotografie a dimostrare da una parte il successo e dall’altra il flop. La verità? Probabilmente sta nel mezzo.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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