Fratelli d'Italia (42,55%) sfonda nella Tuscia, Pd secondo partito (18,88%), testa a testa Lega (7,57%)-Forza Italia (7,84%)
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VITERBO - 17.292 preferenze per l'unica viterbese (nella storia) in corsa per un posto al Parlamento Europeo. Antonella Sberna prende circa 5mila preferenze in meno rispetto alla leader del partito Giorgia Meloni nella Tuscia. 

VITERBO – 17.292 preferenze per l’unica viterbese (nella storia) in corsa per un posto al Parlamento Europeo. Antonella Sberna prende circa 5mila preferenze in meno rispetto alla leader del partito Giorgia Meloni nella Tuscia. 

Fratelli d’Italia letteralmente vola, arrivando a totalizzare il 42,55% dei voti espressi. Un totale di 55.365 preferenze. La bellezza di 14 punti sopra il dato nazionale del partito, segno che il Viterbese è un vero e proprio feudo dei meloniani. 

Il secondo partito, riflettendo il dato nazionale, anche nel Viterbese è il Partito Democratico con 23.562 preferenze e un 18,88% dei consensi espressi. Qui il più vicino Zingaretti porta a casa più preferenze della segretaria nazionale Elly Schlein. (6.029 voti contro 4.936, un migliaio in più). 

I Cinque Stelle seguono il trend nazionale e raggiungono un 9,14% (11.898 preferenze). Forza Italia e Lega arrivano in un sostanziale pareggio con 10.200 voti azzurri (7,84%) e 9852 per il Carroccio a trazione Vannacci (7,57%). Solo Vannacci è valso al partito di Salvini nella Tuscia 4.850 voti, la metà di quelli portati a casa dai leghisti. 

Storico risultato, in linea con quello nazionale, per Alleanza Verdi e Sinistra che si ferma al 5,12% con 6664 preferenze ottenute. Stati uniti d’Europa va al 3,94% e Azione al 2,28. Pace Terra Dignità arriva al 2,21%. 

Le altre forze in campo nel Viterbese hanno totalizzato preferenze sotto all’1%. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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