Fratelli d’Italia in piazza a sostegno delle aziende: "Se mi chiudi non mi chiedi"
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VITERBO - Dopo Palazzo Chigi arriva anche a Viterbo la manifestazione "Se mi chiudi non mi chiedi".

VITERBO – Dopo Palazzo Chigi arriva anche a Viterbo la manifestazione “Se mi chiudi non mi chiedi”.

Sabato mattina a viale Trento, una delegazione di Fratelli d’Italia con il deputato Mauro Rotelli, il capogruppo provinciale Gianluca Grancini, il capogruppo comunale Luigi Maria Buzzi, l’assessore comunale Marco De Carolis, la portavoce comunale Claudia Nunzi, il responsabile organizzazione Vincenzo Fini, è scesa in piazza per chiedere interventi concreti a sostegno delle aziende.

“Come già in molte altre città italiane, il partito ha voluto dare un segnale evidente di vicinanza e solidarietà alle migliaia di imprenditori per il grave periodo di crisi in corso – così da Fratelli d’Italia -.

I dati Istat certificano un milione di persone che hanno perso il posto di lavoro e oltre 300 mila imprese sparite nel 2020, ma, nonostante numeri che fanno rabbrividire, le cartelle esattoriali del Governo non si fermano, come pure le richieste economiche nei confronti degli imprenditori che da oltre un anno non lavorano e dunque hanno profitti notevolmente ridotti.

Il calo di fatturato è legato alle chiusure e quindi ai sacrifici richiesti agli operatori per mettere in sicurezza tutti, quindi ora è inaccettabile che vengano richiesti, sempre agli stessi settori, anche ulteriori esborsi economici.

Le misure previste dall’attuale Governo, assolutamente insufficienti, si stanno rivelando un pannicello caldo, quindi si impone al più presto un radicale intervento di sostegno altrimenti, dopo gli effetti devastanti del Covid si rischia di dover subire, in maniera ancora più pesante, quelli deleteri della crisi economica”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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