Fratelli d'Italia: "Chiediamo a Troncarelli di dimettersi da assessore regionale"
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VITERBO - Da Fratelli d'Italia chiedono le dimissioni dell'assessore regionale Alessandra Troncarelli, dopo la sconfitta nella corsa a sindaco del capoluogo della Tuscia.

VITERBO – Da Fratelli d’Italia chiedono le dimissioni dell’assessore regionale Alessandra Troncarelli, dopo la sconfitta nella corsa a sindaco del capoluogo della Tuscia.

“La pesante sconfitta della candidata sindaco del centrosinistra “area vasta”, Alessandra Troncarelli, non può passare inosservata. La candidata, infatti, è assessore regionale alle Politiche sociali della giunta Zingaretti in quota al Partito Democratico, visto che ha affrontato la campagna elettorale guardandosi bene dal dimettersi – così da Fratelli d’Italia -.

E mentre Letta e C., venuti in forze a sostenere la loro candidata, raccontano di una vittoria nazionale senza precedenti, e che numeri alla mano non c’è stata, si dimenticano della “vicenda viterbese” dove un assessore regionale è stato sonoramente sconfitto, anche grazie alla convergenza, al secondo turno, di Fratelli d’Italia sulla candidata Frontini.

In un paese normale un assessore regionale ampiamente sfiduciato dal responso delle urne si sarebbe già dimesso, ma poiché così non è stato, siamo noi a chiederne ufficialmente le dimissioni. I cittadini viterbesi, evidentemente, si sono ricordati dei rifiuti inviati da Roma, delle stabilizzazioni dei lavoratori sanitari del Covid promesse e mai avvenute, della disattenzione al territorio viterbese per esempio in materia di infrastrutture, trasporti e di molto altro.

Per questo e per il fallimento politico del Partito democratico che questa sconfitta elettorale rappresenta, chiediamo ad Alessandra Troncarelli di dimettersi dall’Assessorato quale naturale epilogo della sconfitta che crediamo, e speriamo, sia solo l’anticipazione della bocciatura della giunta Zingaretti alle prossime regionali di primavera e delle politiche fallimentari del Partito democratico”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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