Fratelli d'Italia alle prese con i congressi nella Tuscia, Giampieri: "Cresciamo nei numeri e nell'entusiasmo"
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Ecco quali e i rispettivi eletti: Vitorchiano (Alessio Marzio); Calcata (Leonardo Orsini); Faleria (Alvaro Marini); Grotte di Castro (Mimma Inzinna); Gallese (Luca Corsaletti); Gradoli (Agostino Serafinelli); Caprarola (Vincenzo Belpassi).

Prosegue la stagione congressuale di Fratelli d’Italia nella Tuscia. Durante il fine settimana che si è appena concluso, sono sette i circoli che hanno proceduto all’elezione dei coordinatori e dei componenti dei direttivi locali.

Ecco quali e i rispettivi eletti: Vitorchiano (Alessio Marzio); Calcata (Leonardo Orsini); Faleria (Alvaro Marini); Grotte di Castro (Mimma Inzinna); Gallese (Luca Corsaletti); Gradoli (Agostino Serafinelli); Caprarola (Vincenzo Belpassi).

“C’è grande entusiasmo e partecipazione – commenta il coordinatore provinciale Massimo Giampieri -. Fratelli d’Italia è un partito sempre più radicato sul territorio e, proprio per questo, ha dato il via ad una stagione di congressi per coinvolgere attivamente gli iscritti, aumentare in maniera sempre più capillare la presenza attiva in tutto il territorio della provincia con la nascita di nuovi circoli, eleggendo la propria classe dirigente in tutti i comuni. I congressi – conclude Giampieri – sono un momento democratico molto importante e siamo orgogliosi delle risorse che sta muovendo il nostro territorio”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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