Frane, il modello nazionale Civita di Bagnoregio. Qui un comitato scientifico monitora e progetta gli interventi necessari
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Il percorso intrapreso rappresenta un approccio esemplare: la comunità scientifica individua e analizza le aree a potenziale rischio e quindi le criticità esistenti; l’Amministrazione Comunale recepisce e struttura le proposte; il Governo centrale sostiene e finanzia la progettazione ed attuazione degli interventi. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Commissario Straordinario per il Giubileo 2025, ha recentemente stanziato un finanziamento di 3 milioni di euro destinato alla risoluzione della criticità individuata in punti precisi della rupe di Civita.

BAGNOREGIO – Il dissesto idrogeologico è uno dei temi caldi del momento. Frane e smottamenti stanno dando problemi in molti luoghi d’Italia, con il caso più significativo di Niscemi. Civita di Bagnoregio rappresenta da sempre un osservato speciale in ragione delle sue peculiari condizioni geologiche e morfologiche. Tuttavia, proprio tali fragilità hanno reso il sito uno dei contesti più monitorati e studiati a livello nazionale. E da diversi anni è attivo un sistema di monitoraggio e progettazione degli interventi che può fare scuola.

Dal 2021, l’Amministrazione Comunale di Bagnoregio ha istituito un Comitato Tecnico-Scientifico per la Tutela e Conservazione del Paesaggio Culturale di Civita di Bagnoregio, composto da molti tra i più autorevoli esperti italiani nel campo della geologia, della geotecnica e della difesa del suolo, coordinati dal Prof. Claudio Margottini, Presidente dell’International Association for Engineering Geology and the Environment (gruppo italiano), da sempre profondo conoscitore delle dinamiche geomorfologiche di Civita. Molti componenti del Comitato sono attualmente impegnati, per conto del Governo italiano, in importanti incarichi nazionali come pure a Niscemi in Sicila.

Il Comitato affianca l’Amministrazione Comunale con l’obiettivo di garantire che ogni intervento su Civita di Bagnoregio sia fondato sulle più avanzate conoscenze scientifiche e risponda ai più elevati standard in materia di difesa del suolo e tutela del paesaggio culturale. Si tratta di un’esperienza probabilmente unica nel panorama nazionale: esperti di altissimo profilo che mettono gratuitamente a disposizione le proprie competenze per il bene comune.

Un esempio concreto di questo modello virtuoso è rappresentato dagli interventi avviati in questi giorni. A seguito di uno studio condotto dal Comitato, che ha evidenziato come nel periodo 2016-2022 si sia registrata una significativa concentrazione di crolli e colate nell’area di arrivo del Ponte di Civita (lato Civita), l’Amministrazione Comunale, nel 2024, ha recepito tali risultanze a tutela della popolazione e del centro storico, informando il Governo per il tramite dell’onorevole viterbese Mauro Rotelli.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Commissario Straordinario per il Giubileo 2025, ha quindi stanziato un finanziamento di 3 milioni di euro destinato alla risoluzione della criticità individuata. Sono attualmente in corso le indagini e gli studi propedeutici alla redazione del progetto esecutivo, sempre sotto l’esclusivo coordinamento del Comitato Scientifico per la Tutela e Conservazione del Paesaggio Culturale di Civita di Bagnoregio.

“Il percorso intrapreso rappresenta un approccio esemplare: la comunità scientifica individua e analizza le aree a potenziale rischio e quindi le criticità esistenti; l’Amministrazione Comunale recepisce e struttura le proposte; il Governo centrale sostiene e finanzia la progettazione ed attuazione degli interventi. In un contesto nazionale che presenta ancora diffuse criticità nel settore della difesa del suolo, il caso di Civita di Bagnoregio costituisce un modello efficace di prevenzione, programmazione e collaborazione inter-istituzionale.

La consapevolezza delle fragilità del territorio non implica l’assenza futura di problemi, ma garantisce che ogni criticità sarà affrontata con il massimo livello di competenza scientifica e responsabilità istituzionale che il nostro Paese è in grado di esprimere”. Queste le parole dell’Amministrazione Comunale di Bagnoregio e del professor Claudio Margottini, coordinatore Comitato Tecnico-Scientifico per la Tutela e Conservazione del Paesaggio Culturale di Civita di Bagnoregio.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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