Francigena, Viva Viterbo: "Chi oggi fa il paladino dei lavoratori ne ha lasciati a casa altri"
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Duro intervento di Viva Viterbo su Francigena. In risposta agli uomini d'opposizione che fino al 2013 sono stati maggioranza il movimento civico ricorda che negli anni il loro modo di amministrare la partecipata ha fatto perdere molti posti di lavoro.

Personale Francigena, Viva Viterbo: “Chi oggi si preoccupa del futuro lavorativo degli addetti al ramo tecnologico sono gli stessi che nella passata amministrazione hanno lasciato senza lavoro primi i due operai che si occupavano della segnaletica stradale e poi i nove parcheggiatori dell’ex Autoservice”.

Così il movimento civico che fa parte della maggioranza targata Leonardo Michelini. L’intervento, attraverso un comunicato stampa, è netto e punta il dito su una precedente gestione della partecipata che “ha portato la stessa sull’orlo del fallimento”.

LA NOTA STAMPA DI VIVA VITERBO

Negli ultimi giorni, a margine del dibattito riguardante il Poa di Francigena, è stata tirata in ballo la sorte dei cinque lavoratori che si occupano attualmente del servizio tecnologico.

Vorremmo precisare che proprio quelli che, in questa occasione si  preoccupano piu’ o meno strumentalmente  del futuro lavorativo dei 5 dipendenti di Francigena, sono gli stessi che nella passata amministrazione hanno lasciato senza lavoro prima i due operai che si occupavano della segnaletica stradale e poi i nove parcheggiatori dell’ex Autoservice.

Questo  interesse nei confronti del futuro lavorativo dei dipendenti di Francigena sarebbe stato opportuno dimostrarlo coi fatti negli anni in cui, coloro che oggi rappresentano l’opposizione, hanno amministrato la città e invece hanno pensato bene di lasciare la società partecipata in mano ad un Cda che in cinque anni, variando nel corso del tempo i componenti, ma mantenendo sempre lo stesso presidente, ha portato la società di proprietà del comune sull’orlo del fallimento.

In questo ultimo anno Viva Viterbo ha dato il suo contributo per far sì che il livello occupazionale rimanesse invariato ponendo come condizione imprescindibile per l’approvazione di qualsiasi piano per il rilancio della società partecipata, che non si perdesse nemmeno un posto di lavoro.

Cio’ è di fondamentale importanza anche e soprattutto in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo

Il nostro movimento ha inoltre incoraggiato tutte le iniziative che l’amministrazione ha messo e metterà in campo volte nella direzione sopra indicata  e ha lavorato per favorire l’incontro tra il sindacato , la società e  gli amministratori  per trovare  le migliori soluzioni per il futuro dell’azienda e di tutti i suoi  lavoratori, iniziative per le quali si sono spesi in prima persona il sindaco  il nostro assessore Barelli e il consigliere delegato Fabbrini.

Pur nel rispetto del ruolo dell’opposizione non condividiamo l’atteggiamento   di chi prima non  ha saputo risolvere i problemi facendo perdere posti di lavoro e oggi invece attacca una amministrazione che sta risolvendo i guasti del passato cercando di dare una nuova prospettiva alla società Francigena e ai suoi dipendenti.

Sul punto le buone notizie odierne sulla questione  Esattorie, per le quali facciamo i complimenti al sindaco e all’assessore Ciambella, sono la concreta dimostrazione del cambio di rotta dato da questa amministrazione su temi cosi sensibili.

La nostra politica è stata e vuole essere quella dei fatti concreti e non delle parole di circostanza. Viva Viterbo, fin dall’inizio del suo coinvolgimento nell’amministrazione cittadina ha cercato e cerca ogni giorno   di lavorare per  portare, sia pure tra mille difficoltà, un contributo alla città ed ai cittadini,non facendo mai mancare  il suo appoggio al Sindaco ed alla maggioranza soprattutto in circostanze e occasioni come queste che  vedono l’ amministrazione con il sindaco in testa  proficuamente  impegnata in situazioni molto delicate che riguardano i lavoratori.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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