Francigena, rivoluzione sul trasporto locale. Arriva il nuovo grafo di rete, terminal spostato dal Sacrario al Riello
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Il nuovo grafo è stato costruito tenendo conto di un’indicazione importante: stop alla circolazione degli autobus grandi dentro la cinta muraria. Quindi si è lavorato a un sistema integrato, pullman grandi e piccoli, per coprire l’intera città.

Francigena, in arrivo novità importanti sul trasporto pubblico locale. Pronto il nuovo grafo di rete che ridisegna “le rotte” degli autobus del servizio urbano. La novità principale riguarderà il terminal, spostato dallo storico Sacrario al più periferico Riello. Entro novembre è prevista l’apertura della discussione sul grafo nell’apposita commissione, poi espletati i passaggi di discussione necessari il tutto verrà sottoposto al voto del consiglio comunale.

Il nuovo grafo è stato elaborato per mettere in campo una realtà del Tpl più a misura di cittadino, che sappia conquistare la simpatia dei viterbesi, spingendoli verso un non facile cambio dei costumi.

L’obiettivo è dire basta con la dipendenza da automobili e puntare sul fiorire di una nuova campagna di abbonamenti per spostarsi comodamente in città con i pullman. Per questo Comune di Viterbo e società Francigena, la partecipata che si occupa del Tpl, sono andate a braccetto lo scorso marzo, a Lucca. Nel comune toscano ha sede una società di livello, leader nel settore della tecnologia applicata alla mobilità.

Negli uffici toscani dell’azienda è stato messo a punto il nuovo grafo di rete del trasporto pubblico viterbese.
Le novità principali vanno registrate alle voci “servizio a chiamata” – che interesserà le aree più periferiche, determinando un risparmio di chilometri e garantendo la stessa qualità di servizio – e “abbonamenti intelligenti” – pensati per convincere i viterbesi a usare il mezzo pubblico.

Il nuovo grafo è stato costruito tenendo conto di un’indicazione importante: stop alla circolazione degli autobus grandi dentro la cinta muraria. Quindi si è lavorato a un sistema integrato, pullman grandi e piccoli, per coprire l’intera città.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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