
Un nuovo modo di pensare Francigena, sembra questo uno dei chiodi fissi dell’amministrazione Michelini. Dopo aver esaminato il piano industriale, presentato qualche settimana fa, dell’amministratore unico Cesare Curcio, a Palazzo dei Priori è aperto il ragionamento sull’ultima partecipata viterbese. Michelini ha dichiarato, durante la conferenza sul bilancio: “Ora alla guida c’è una persona competente. Il restyling va avanti”. Cosa c’è d’aspettarsi? Ricordate le parole pronunciate, qualche giorno fa, da Giulio Marini in una nostra intervista?
LEGGI ‘MARINI: “C’E’ UNA STRATEGIA A MEZZO TERMINE, FARE A MENO DI FRANCIGENA”
Quella delle municipalizzate non è certo stata una storia serena. Non è stata neppure un’avventura entusiasmante e comunque anche il destino dell’ultima sopravvissuta è tutt’altro che certo. In queste ore la maggioranza ha deciso di mettere sul mercato una delle due farmacie, quella de La Quercia. Hanno tracciato anche una rotta da seguire per ridisegnare la farmacia di Santa Barbara.
In questi giorni è circolata anche la voce della vendita di un altro ramo d’azienda: il settore tecnologico. Tempo fa la partecipata aveva messo sul mercato anche il ramo che si occupava di strisce pedonali, manovra che ha originato tutto un meccanismo che alla fine della fiera ha fatto perdere il posto di lavoro ai due operai che se ne occupavano.
L’unica azione in controtendenza, acquisire anziché vendere, si è verificata nel 2009. In quell’occasione la municipalizzata si è presa in carico il servizio parcheggi. Operazione che, dopo un braccio di ferro legale ancora non concluso con gli ex lavoratori della cooperativa impegnata nel settore, ha prodotto nove disoccupati.
Nonostante questa “macelleria sociale” e le mani su settori che dovrebbero generare business Francigena è tutt’altro che l’Eldorado. Lo scorso anno Palazzo dei Priori si è rifiutato di appianare le perdite. Se quest’anno la società avesse chiuso in perdita sarebbe andata incontro allo scioglimento, visto che la norma vigente dispone la chiusura di partecipate con due anni consecutivi di perdita. Si vende una farmacia e si va avanti. A questo punto sono tante le domande da farsi. I servizi sono gestiti al meglio? Esistono margini per rilanciare la società? E’ possibile, visto che il fine non è l’utile, operare su Francigena per creare posti di lavoro (veri) utili a combattere la peste della disoccupazione?
Il restyling va avanti, verso dove lo scopriremo.


















