Francigena, Guido Scapigliati è l'uomo al comando. Arena trova il futuro nel già membro del cda della partecipata
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VITERBO - Scapigliati conosce bene infatti gli uffici di via San Biele, dove già in epoca Pierre Di Toro aveva ricoperto il ruolo di consigliere nell'allora assetto del consiglio d'amministrazione a tre.

VITERBO – E’ il dottor Guido Scapigliati l’erede di Cesare Curcio alla guida di Francigena. La società partecipata al cento per cento dal Comune di Viterbo trova nel suo passato l’uomo chiamato a gestire il futuro.

Scapigliati conosce bene infatti gli uffici di via San Biele, dove già in epoca Pierre Di Toro aveva ricoperto il ruolo di consigliere nell’allora assetto del consiglio d’amministrazione a tre.

Incarico deciso dal sindaco Giovanni Arena che si è trovato a scegliere tra diverse candidature. Prima che le domande dei candidati arrivassero sulla scrivania della Stanza Rossa c’è stato un lavoro attento di selezione delle domande arrivate da parte di un’apposita commissione incaricata.

Alla fine la scelta, fatta per titoli, si è ristretta a quatto candidati. Il primo cittadino ha individuato in Scapigliati l’uomo giusto a continuare il lavoro di Curcio.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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