Francigena, FdI attacca la giunta Frontini: «Agli autisti solo un ombrellone come riparo, meritano rispetto»
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Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia attacca frontalmente la giunta Frontini, accendendo i riflettori sui disagi quotidiani affrontati dal personale dell'azienda di trasporto pubblico locale.

VITERBO – Condizioni di lavoro al capolinea e gestione della società partecipata finiscono di nuovo al centro dello scontro politico a Palazzo dei Priori. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia attacca frontalmente la giunta Frontini, accendendo i riflettori sui disagi quotidiani affrontati dal personale dell’azienda di trasporto pubblico locale.

«Gli autisti di Francigena meritano rispetto e condizioni di lavoro dignitose, non prese in giro», denunciano i consiglieri di opposizione. Secondo la ricostruzione di FdI, per tutta l’estate i lavoratori avrebbero dovuto affrontare il caldo riparandosi sotto un semplice ombrellone verde; una situazione rimasta invariata anche con il cambio di stagione: «Quell’ombrellone resta l’unico riparo, insieme al ponte, per chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale alla città».

Nel mirino finiscono le politiche complessive dell’amministrazione comunale sulla municipalizzata. «L’Amministrazione Frontini si riempie la bocca parlando del “risanamento” di Francigena, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti», incalza il gruppo, richiamando anche le criticità legate alle farmacie comunali e al rincaro dei parcheggi, fino a chiosare che «a tenere in piedi Francigena continuano a essere soprattutto le tasche dei viterbesi».

Per FdI il caso del capolinea è il simbolo della distanza tra gli annunci della giunta e la realtà del territorio: «Queste sono le politiche dell’Amministrazione Frontini: tanti annunci e, per chi lavora ogni giorno sul campo, persino un ombrellone viene fatto passare per una soluzione». Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato: «Gli autisti meritano rispetto e condizioni di lavoro dignitose. Si trovi immediatamente una soluzione seria e idonea per il capolinea», concludono i consiglieri Matteo Achilli, Marco De Carolis, Gianluca Grancini e Pietro Amodio.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

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