Francigena, autobus elettrici ko da due mesi: non frenano
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Il parco mezzi di Francigena perde i gloriosi pullman elettrici. Si spengono all'improvviso e smettono di funzionare i freni. Un fatto che li rende potenzialmente pericolosi e di conseguenza rimangono sospesi dal servizio, parcheggiati in via San Biele.

Dovevano essere il fiore all’occhiello del parco mezzi della municipalizzata incaricata del trasporto pubblico locale e invece sono inchiodati nel deposito di San Biele da un paio di mesi circa. Questa la triste storia degli autobus elettrici.

Acquistati tre anni fa in tre pezzi. Hanno fatto prendere brutte “spaurate” agli autisti e quindi sono stati sospesi dal servizio. Si spengono all’improvviso, andando in anomalia. A quel punto il sistema di freni non funziona.

E’ così che finisce, o quantomeno rimane sospesa, l’avventura a emissioni zero del trasporto pubblico viterbese. Del fattaccio è stato avvisato anche il Comune, ma a quanto si è appreso la situazione non è destinata a mutare.

Per autisti e passeggeri non è sembrata essere esattamente una brutta notizia. In tanti infatti si lamentano della grande scomodità e dell’assenza di ammortizzazione.

 

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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