Cultura e promesse - Ma si può mantenere in giunta chi ha fatto questo? Serra (Pd): "Non lo dica a me"
serra michelini
Gli Stati Generali La Fune
Il capogruppo del Partito Democratico si sbottona sulle ultime magagne della cultura viterbese.

La questione cultura torna incandescente nella città dei papi. Giovedì la conferenza stampa delle associazioni che lamentano danni per il mancato rispetto, da parte di Palazzo dei Priori, della parola data su alcuni eventi. Poi un’intervista all’assessore Antonio Delli Iaconi, pubblicata su Tusciaweb, che è stata abbastanza “chiacchierata”. In diversi infatti hanno ritenuto inopportuna la frase dell’assessore: “Il Comune non è un bancomat”. Abbiamo intervistato il capogruppo del più grande partito della maggioranza di Leonardo Michelini, il Partito Democratico, per capire cosa ne pensa. Ecco il punto di vista di Francesco Serra.

 

Cosa pensa della risposta data dall’assessore alle associazioni, in particolare della frase “il Comune non è un bancomat”?

 

“Non è che si può fare la questua. Serve, sul fronte della cultura, fare scelte e valutazioni. Giuste o sbagliate che siano vanno prese delle rotte precise. Non è che chi si affaccia in Comune a chiedere un finanziamento deve essere accontentato. Delli Iaconi ha ragione e condivido quello che ha detto”.

 

Ci faccia capire. Le associazioni vanno sotto al palazzo. Raccontano una situazione piuttosto imbarazzante, tratteggiano un quadro quasi grottesco su come è gestito l’assessorato cultura, dicono che vogliamo bandi certi, regolamenti certi, premiazione del merito, e verifica costante della qualità. A questo punto l’assessore se ne esce con “Il Comune non è un bancomat”. E’ normale?

 

“Non penso ce l’avesse con le associazioni che hanno fatto la conferenza stampa”.

 

Come no? E’ chiaro leggendo l’intervista.

 

“Il suo è un ragionamento giusto. Non si possono dare soldi a tutti. Anche quello che dicono le associazioni è giusto. Credo che stiano parlando la stessa lingua, poi quando le associazioni non vengono premiate con i finanziamenti diventa un problema. Sono tutti d’accordo sui principi generali poi il problema si ha quando fai le valutazioni e assegni i finanziamenti. Ognuno pensa di fare la cosa più bella del mondo”.

 

Sui finanziamenti che date che verifica di qualità è stata fatta?

 

“Per quanto riguarda il Settembre Viterbese quella è una situazione che abbiamo ereditato. Non abbiamo alcuna intenzione di ripetere l’esperienza il prossimo anno”.

 

Si rende conto che sulle promesse fatte da un assessore del Comune alcune associazioni si sono esposte? Avete messo il cappio al collo a queste realtà?

 

“Non sapevamo quanti soldi c’erano in bilancio. Cercheremo di mettere una toppa ma per il futuro basta promesse”.

 

Un assessore così come può stare nella giunta?

 

“Non lo dica a me. Se valutate la mia storia e quello che ho detto vi chiedo di non dirlo a me. Cercheremo di sanare il passato”.

 

Una domanda alla Marzullo: il Palazzo non è un bancomat, è forse un caveau svizzero?

 

“No, tanti fondi non ce ne stanno. Sulla cultura dovremmo pensare di orientare in una certa maniera il bilancio. Metteremo più fondi ma gestiti bene. Non certo andremo a soddisfare i programmi di 10mila associazioni, ognuna delle quali pensa di fare la cosa migliore del mondo”.

 

Avete figure tecniche in grado di valutare e capire bene cosa porta frutto e cosa no?

 

“Qualità del programma, apprezzamento del pubblico e spesa. Questi sono i tre parametri della valutazione. Delli Iaconi non ha nessun interesse specifico sul fronte cultura, quindi può lavorare secondo criteri di equità”.

 

 

Altro dagli stessi argomenti:Francesco Serra
Fisioterapy Center 800x120
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
TdP_Inalazioni
aiac_banner_01
domenicale post
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
POST FB 01
monastero interno
Masicar300x300-optimize
lafune_300 x 600
Jeep_Compass_apex_300x300_200
asvis 2
Onda