'Francesco', l'opera di Ivan Cusi sarà mostrata ai viterbesi nella sala Alessandro IV
Ivan Cusi
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VITERBO - Il 23 settembre lo stesso scultore e il vescovo Lino Fumagalli la mostreranno e ne parleranno. L'appuntamento è per le ore 18.30 nella Sala Alessandro IV di Palazzo Papale.

VITERBO – E’ arrivato. La città dei papi potrà posare i suoi occhi sulla scultura ‘Francesco’ di Ivan Cusi. L’artista viterbese ha realizzato, con lo stesso marmo usato da Michelangelo per i suoi lavori, una raffigurazione del papa. 

Il 23 settembre lo stesso scultore e il vescovo Lino Fumagalli la mostreranno e ne parleranno. L’appuntamento è per le ore 18.30 nella Sala Alessandro IV di Palazzo Papale. Saranno presenti all’incontro anche il sindaco Giovanni Arena, l’assessore alla Cultura Marco De Carolis, il presidente della Fondazione Carivit Marco Lazzari e il presidente Archeoares Gianpaolo Serone. L’opera, dopo la presentazione, andrà in Vaticano. 

“Da subito ho avuto chiara una cosa, la necessità di arrivare a un’opera che non stonasse se posizionata al fianco di quella dei grandi. Con questo spirito sono andato a Carrara e ho scelto lo stesso marmo voluto da Michelangelo per il Mosè – racconta lo scultore -.

Per me è stato incredibile, come avere fatto un figlio. La realizzazione di questa statua rappresenta per me un qualcosa di profondo a livello spirituale. Insegnavo in un liceo artistico ed ero solito misurarmi con delle opere rapide, qui invece mi sono messo alla prova con le difficoltà di una grande opera. Ho cercato di creare qualcosa di nuovo”.

“Ho rappresentato Francesco – spiega lo scultore – ma là dentro ci sono io: la mia anima e la mia sensibilità”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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