
Francesco Galli a Copenaghen “in cerca d’identità”. Dal 28 maggio al 20 giugno il fotografo viterbese parteciperà al Copenhagen Photo Festival con In cerca d’identità, La mia città e la montagna. Dal 2007 al 2014 Francesco Galli ha fotografato la città di Viterbo. “Il progetto – si legge nella descrizione della mostra – nei sette anni di lavoro, si è articolato attraverso una serie di temi: le mura medioevali; la notte nella città; la festa della santa patrona; il monte Palanzana, alle cui pendici si trova Viterbo; gli spazi della città e le automobili; i bordi dell’abitato; i muri e le superfici, passivi ospiti per scritte, segni e tracce.
Il tema centrale della mostra è il paesaggio, sia urbano che naturale, narrato come condizione dell’esistenza umana. Come in tante altre città italiane, a Viterbo le trasformazioni avvenute nel Novecento a causa delle ingenti distruzioni per i bombardamenti durante la II Guerra Mondiale, della costruzione di nuovi quartieri fuori dalle mura civiche e dell’abbandono della popolazione del centro storico hanno determinato una perdita di identità. Un’antica e radicata cultura che viveva una sana relazione con i luoghi e che sapeva ‘costruire’ paesaggi ha cessato di dialogare con gli spazi del vivere quotidiano, non riuscendo a rigenerarsi nel contemporaneo.
Oggi, più che un “non-luogo”, si percepisce un non-tempo. Il presente sfugge da sotto i piedi e il rapporto con le strade, le piazze, gli ambienti vissuti si è mutato in un passaggio distratto e indifferente. Si genera una sottile ma pervasiva alienazione, del tutto fuori luogo per un centro così piccolo che non ha vissuto lo sviluppo delle città medio-grandi italiane. Una porta rimane aperta, quella verso la natura. Un dialogo fatto di silenzi e sguardi da lontano avviene con il monte Palanzana, rilievo di origine vulcanica accanto al quale si è generata Viterbo. Per secoli questa piccola montagna ha fornito acqua, legno e pietra per costruire e far vivere la città; è stata luogo di eremitaggio, fuga e nascondiglio per chi dalla città voleva allontanarsi. La Palanzana trattiene e manifesta l’antica verità delle cose danno origine”.


















