Francesco Bigiotti racconta il successo turistico di Civita agli studenti del Turistico al Paolo Savi
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Il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti ospite dei ragazzi del Paolo Savi di Viterbo per una mattina. L'invito è arrivato diverso tempo fa dagli studenti dell'indirizzo turistico e Bigiotti, impegnato in questi giorni per le regionali del 4 marzo, ha deciso di interrompere per una mattinata la propria campagna elettorale.

Il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti ospite dei ragazzi del Paolo Savi di Viterbo per una mattina. L’invito è arrivato diverso tempo fa dagli studenti dell’indirizzo turistico e Bigiotti, impegnato in questi giorni per le regionali del 4 marzo, ha deciso di interrompere per una mattinata la propria campagna elettorale.

“Ho interrotto la mia campagna elettorale. L’ho fatto per rispondere a un invito importante, quello della scuola superiore ITE Paolo Savi di Viterbo.

Mi hanno chiamato per raccontare quello che ormai tutti chiamano “modello Civita” ai ragazzi iscritti all’indirizzo turistico – racconta Bigiotti -. Non mi piacciono le lezioni e nella vita non mi sono mai sentito “maestro” di nessuno. Ho accettato di andare, con grande entusiasmo, più che per parlare di un “modello” per guardare negli occhi questi nostri ragazzi e incitarli.

Incitarli a credere in se stessi e nel futuro. E nella possibilità di costruire il futuro a casa nostra, nella splendida Tuscia. Ci sarà bisogno di loro, ne sono convinto, nei prossimi anni. E ci sarà sempre più bisogno di persone pronte a interessarsi e a studiare i processi, i meccanismi e i sistemi di sviluppo turistico”.

Bigiotti ha raccontato quanto accaduto a Civita. Delle 230 nuove attività che, grazie agli importanti flussi di visitatori, hanno aperto in questi ultimi anni. Gli ha parlato dei 400 nuovi posti di lavoro. Ma soprattutto gli ha raccontato di cosa può fare il coraggio. “Il successo di Civita è essenzialmente il frutto del coraggio, ne sono sempre più convinto – così Bigiotti -.

Il coraggio di introdurre il ticket, decisione che trovò tanti critici e detrattori, è stata la scelta coraggiosa che ha cambiato il destino di tanti. E che, ritengo accadrà, andrà a cambiare sempre più destini in tutta la provincia.
La cosa che mi porto dietro della giornata di oggi è l’entusiasmo dei giovani studenti che ho incontrato. Un entusiasmo che va coltivato, alimentato, rafforzato”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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