Fotovoltaico, Rotelli: "Governo senza coraggio su impianti nel Viterbese"
Rotelli
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ROMA - Otto aziende interessate, 2 miliardi di euro di investimenti, nessun costo a carico né dello Stato né dei cittadini, migliaia i posti di lavoro stimati e investimenti focalizzati nell'Alto Lazio rischiano di finire nel nulla.

VITERBO – ”I governi sono abilissimi nel riempirsi la bocca quando parlano di energie rinnovabili, della riduzione di CO2 e della riduzione della dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di energia, ma lo sono molto meno sulla messa in pratica e sul concreto raggiungimento di questi obiettivi”.

Lo dichiara Mauro Rotelli, deputato di Fratelli d’Italia commentando la notizia dell’inammissibilità dei ricorsi presentati dal ministero dei Beni culturali al Tar contro due impianti fotovoltaici nel viterbese.

”Questa bocciatura – aggiunge Rotelli – rinvia al Consiglio dei ministri ogni decisione ed è preoccupante constatare che la presenza al Mibact del Ministro Franceschini non faccia solo gravi danni all’intero comparto turistico ma riesce, presentando ricorsi o non decidendo, ad affossare ulteriormente interi territori.

Otto aziende interessate, 2 miliardi di euro di investimenti, nessun
costo a carico né dello Stato né dei cittadini, migliaia i posti di lavoro stimati e investimenti focalizzati nell’Alto Lazio, perché zona particolarmente adatta alla costruzione di impianti, sia per la
presenza di terreni a basso valore agricolo, che per la presenza di una importante infrastruttura elettrica di alta tensione”.

”Se all’incertezza generata dalla pandemia – conclude il deputato di FDI – sommiamo l’incertezza politica ed amministrativa, il precipizio è dietro l’angolo. Se manca il coraggio e la chiarezza manca tutto e al governo PD, M5S, Italia Viva e Leu non solo mancano questi, ma anche un minimo di visione per rendere l’Italia una Nazione migliore”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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