
VITERBO – Per venti anni sopra i tetti delle scuole comunali Grandori ed Egidi i pannelli fotovoltaici hanno prodotto zero energia e zero denari per le casse della città. La stessa cosa è accaduta all’impianto fotovoltaico realizzato nel 2007 (come quelli sopra le scuole citate) sul tetto degli uffici comunali di via Garbini.
Sul finire dell’ottobre 2024 i pannelli sono stati collegati alla rete elettrica e hanno iniziato a funzionare davvero. In questi giorni sono arrivati all’assessorato di competenza i numeri delle letture sull’energia prodotta. Risultato? Una produzione complessiva di 26.000 kw/h. Una roba che sul mercato dell’energia elettrica vale intorno ai 12mila euro. Quindi nei mesi più freddi dell’anno e con le scuole a pieno regime abbiamo avuto una produzione media di 3mila euro al mese. Considerando 6 mesi più freddi a 3mila euro al mese. Poi sei mesi più caldi e con “il beneficio” in questo caso delle scuole chiuse dove possiamo calcolare una resa del doppio al mese per un mensile di 6mila euro e quindi 36mila complessive per il semestre. I sei mesi a 3mila sviluppano invece 18mila euro. Tutti sommati (18+36) danno un totale annuo di 54mila euro.
Tutti soldi che entrano nelle casse comunali o come risparmio in bolletta, nei sei mesi peggiori, ma anche come vendita di energia nei sei migliori.
Considerando che dal 2007 a oggi sono passati 18 anni è facile calcolare l’ammontare della perdita per il Comune di Viterbo dal mancato allaccio dei pannelli fotovoltaici: 54mila per 18 anni che fa 972mila euro. Un bel danno, forse imputabile anche come danno erariale se la magistratura contabile volesse metterci la mano.
Di sicuro uno spreco di soldi che la città avrebbe potuto incassare e che non ci sono per sciatteria amministrativa. Va dato atto all’assessore Aronne, che ha seguito direttamente la questione dell’allaccio alla rete degli impianti, che non si tratta affatto di una questione di poco conto.
C’è però dell’altro, lo stesso assessore ha voluto raddoppiare la produzione degli impianti con un ammodernamento degli stessi. Si è passati da 20 kw/h a 40 kw/h. Quindi tra 18 anni saranno entrati nelle casse comunali 1.944.000 euro, quasi due milioni di euro.





















