Foto-diario - "Il mio Israele" / giorno due
6 (1)
lafune_800 x 120
Carlo Mancini, istruttore viterbese di Difesa Personale, in Israele per approfondire la conoscenza dell’arte marziale israeliana per eccellenza: il Krav Maga. Racconta l'esperienza in un foto-diario pensato per La Fune.

GIORNO 2

Foto 1 ,2, 3 – L’arrivo allo Smart Fight Krav Maga
Eccomi al n. 27 di Hanassi Street in Hadera, un luogo simbolo per tutti gli amanti del Krav Maga. La sede dello Smart Fight Krav Maga, una delle scuole più prestigiose di tutto Israele. Qui è dove insegna Avivit Cohen l’istruttrice di Krav Maga più forte del mondo.

Foto 4 – La consegna del programma
A tutti gli allievi, grandi e piccoli, viene dato un programma personalizzato delle attività che saranno svolte durante il seminario.

Foto 5 –Bandiere Seminario Internazionale
Vedere il tricolore vicino alla bandiera israeliana è una grande emozione. Sapere che quel tricolore sta lì grazie a te non ha prezzo.

Foto 6 –Allenamento
Iniziamo con la parte aerobica, poi lavoro con i colpitori, poi potenziamento muscolare, poi combattimento, poi ancora potenziamento… è molto dura!

Foto 7 – Stanchezza
Alla fine del primo giorno di allenamento mi fanno male tutti i muscoli… anche quelli di cui ignoravo l’esistenza. Ma mollare non fa parte dello spirito del Krav Maga!

Foto 8 –Con Bar Goren
Un momento di relax con Bar Goren, allievo di Avivit. Diciotto anni e già cintura nera di Krav Maga. Un ragazzo intelligente, gentile, molto molto preparato. Con tanti sogni per il futuro, come tutti i diciottenni. Gli auguro di realizzarli tutti. Se lo merita.

Foto 9 – Foto di Gruppo
Finisce la prima giornata di addestramento. Una foto di gruppo che entrerà a far parte della mia storia nel Krav Maga.

Foto 10- Tramonto sul Mediterraneo
La giornata si conclude con un meraviglioso tramonto sul Mediterraneo. Verrebbe voglia di perdersi dentro questo tramonto… Ma non c’è tempo. Domani è un altro giorno.

Masicar800x120-optimize
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
POST FB 02
Fune 300x300
domenicale post
asvis 2
lafune_300 x 600
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
aiac_banner_01
monastero interno
TdP_Inalazioni