
VITERBO – Forza Italia verso un congresso unitario sul comune capoluogo. Il predestinato sarebbe Fabrizio Purchiaroni, figura solida e che ha fatto bene già come commissario comunale del partito su Viterbo.
Attualmente gli azzurri sono alle prese con i congressi nei comuni della provincia. Il calendario si è aperto a Nepi il 10 maggio, seguito da Sutri 11 maggio, poi Capranica 18 maggio. Devono arrivare i congressi di Montalto (8 giugno) e poi quello di Ronciglione (14 giugno). E mentre nella provincia si porta avanti il lavoro nel capoluogo lavora la diplomazia interna.
Sì perché se il futuro azzurro del partito in terra di Tuscia si chiama Alessandro Romoli è anche vero che la vecchia guardia, soprattutto su Viterbo, ha ancora delle buone ragioni per dire la sua. E queste “buone ragioni” si possono tradurre con un’altra parola molto spiccia: tessere.
A febbraio, quando la vita nel partito era tutta tuoni e fulmini, con Romoli e Arena a fare scintille a ogni attrito neanche fossero pietre focaie nella mani di un Neanderthal, emerse – ne scrivemmo anche su La Fune – la “questione Arena”. Il congresso del capoluogo infatti sembrava nascere sotto una “cattiva stella” per Romoli, con Arena avente in mano circa 350 tessere su un totale di cinquecento.
Ne avevamo anche parlato con Arena stesso, raggiunto telefonicamente mentre stava viaggiando verso Rieti per un evento politico (non esattamente una vita da pensionato). E “sfrugugliato” su questo pacchettone di tessere lui stesso aveva detto candidamente: “Certo, ho più tessere di tutti ma non puoi vincere un congresso in contrapposizione con il livello provinciale”.
E così in questi mesi sarebbe scorsa parecchia acqua sotto i ponti viterbesi e Arena sarebbe “rientrato”. Diversi gli “avvistamenti” romani dell’ex sindaco forzista e alcuni scatti resi pubblici dallo stesso Giovanni con tanto di testo: “in compagnia dell’amico Francesco Battistoni”.
Sì, dentro Forza Italia c’è distensione. Arena stesso appare più pacato, persino un po’ distratto sui fatti viterbesi. Sicuramente non “tignoso” come fino a qualche mese fa. I tempi in cui Romoli e Arena si scambiavano parole poche affettuose a favore di pubblico sembrano archiviati. Preistoria della politica.


















