Forza Italia, tesseramento tra "poveri". Tanto rumore per nulla
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Gli Stati Generali La Fune
Un tesseramento in sordina all'interno di Forza Italia, anche nel Viterbese. Le casse del partito sono vuote e l'incertezza tra i pezzi della nomenclatura e i militanti galoppa.

“Battistoniani”, “mariniani” o new entry? Chi pesa di più nella Forza Italia 2.0 etrusca? In questi mesi, nel silenzio pressoché generale sta andando avanti il tesseramento dei berluscones. Davanti a tutti è stata messa la carota del congresso, annunciato in primavera. Al fianco di questa sventolante ne hanno messa anche un’altra: possibili elezioni nazionali. Roba che ai praticanti della politica fa drizzare le antenne, perché chi ha in mano il partito ha ruolo nella scelta delle candidature.

Fantascienza per come stanno le cose ora, ma roba utile per drenare denari nelle casse (vuote) del partito. Così i “draghi” forzisti viterbesi stanno correndo per i sentieri della Tuscia, a caccia di tesserabili. In pole position Giulio Marini e Francesco Battistoni, ma anche qualche possibile avanguardia come il montaltese Sergio Caci. 

Avranno tempo ancora un mese, fino a fine novembre per “ingrassare”. Poi dovranno attendere che il cavaliere e il suo stato maggiore suonino le trombe dei congressi locali. Ma potrebbe saltare anche tutto il banco. Ma quale è il sentimento all’interno della Forza Italia viterbese? Tanta depressione e sensazione di stare osservando il tramonto di un’era. In diversi iniziano a guardarsi intorno, ritenendo che il carro del partito “inizia a puzzare di morto” (espressione usata all’interno). La curiosità? Diversi osservano con attenzione la Lega Nord e il progetto di Matteo Salvini Lega Centro Italia.

E sul congresso? Una guerra tra “poveri” e più che sulle tessere (che bisogna pagare) si starebbe lavorando su elenchi di tesserabili. Roba da tirare fuori al momento opportuno, qualora arrivi davvero il congresso.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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