Forza Italia pronta a "incoronare" Purchiaroni segretario di Viterbo
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C'era da "allineare" il pianeta Arena intorno al sole Alessandro Romoli. Sì perché se il futuro del partito  azzurro in terra di Tuscia si chiama senza dubbio Romoli è anche vero che la vecchia guardia, soprattutto su Viterbo, ha ancora delle buone ragioni per dire la sua. E queste “buone ragioni” si possono tradurre con un’altra parola molto spiccia: tessere.

VITERBO – L’alloro è già intrecciato e l’ordine di scuderia è quello di calarlo sulla testa di Fabrizio Purchiaroni. L’orario della “messa” è fissato per oggi, 25 luglio, nella “basilica” dell’auditorium Unindustria di Valle Faul. L’occasione è la celebrazione del congresso comunale di Forza Italia nel capoluogo, appuntamento tanto atteso quanto andato per le lunghe.

C’era da “allineare” il pianeta Arena intorno al sole Alessandro Romoli. Sì perché se il futuro del partito  azzurro in terra di Tuscia si chiama senza dubbio Romoli è anche vero che la vecchia guardia, soprattutto su Viterbo, ha ancora delle buone ragioni per dire la sua. E queste “buone ragioni” si possono tradurre con un’altra parola molto spiccia: tessere.

A febbraio, quando la vita nel partito era tutta tuoni e fulmini, con Romoli e Arena a fare scintille a ogni attrito neanche fossero pietre focaie nella mani di un Neanderthal, emerse – ne scrivemmo anche su La Fune – la “questione Arena”. Il congresso del capoluogo infatti sembrava nascere sotto una “cattiva stella” per Romoli, con Arena avente in mano circa 350 tessere su un totale di cinquecento.

Ne avevamo anche parlato con Arena stesso, raggiunto telefonicamente mentre stava viaggiando verso Rieti per un evento politico (non esattamente una vita da pensionato). E “sfrugugliato” su questo pacchettone di tessere lui stesso aveva detto candidamente: “Certo, ho più tessere di tutti ma non puoi vincere un congresso in contrapposizione con il livello provinciale”.

E così in questi mesi sarebbe scorsa parecchia acqua sotto i ponti viterbesi e Arena sarebbe “rientrato”. Diversi gli “avvistamenti” romani dell’ex sindaco forzista e alcuni scatti resi pubblici dallo stesso Giovanni con tanto di testo: “in compagnia dell’amico Francesco Battistoni”. Ne avevamo scritto su La Fune a fine maggio, indicando già il destino (che oggi si andrà a compiere) di Purchiaroni.

Sì, dentro Forza Italia c’è distensione. Arena stesso appare più pacato, persino un po’ distratto sui fatti viterbesi. Sicuramente non “tignoso” come fino a qualche mese fa. I tempi in cui Romoli e Arena si scambiavano parole poche affettuose a favore di pubblico sembrano archiviati. Preistoria della politica. Semaforo verde per Purchiaroni, che al di là dei giochi di forza della politica ha le sue qualità.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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