
Occhio a Forza Italia. Il mondo azzurro è attraversato da un profondo spirito di cambiamento. Il galleggiamento sotto al 10% è la palude da cui i figli del Cav. hanno intenzione di uscire. Preparare il campo, visto che ormai ci sono scesi da tempo, è il lavoro di Antonio Tajani. Il discorso vale a tutti i livelli, l’obiettivo è identico in ogni comune: 20 per cento.
Questo in vista del 2027, anno cruciale. Il partito affronterà il congresso nazionale, con un Tajani che vuole arrivarci da una posizione rafforzata, e ci saranno le votazioni nazionali. Così sta agendo sul partito e non si risparmia. Lo stesso Fabrizio Purchiaroni, incaricato di curare “la cellula” Viterbo, ha avuto istruzioni precise dall’altissimo Tajani nei giorni scorsi. E proprio nel giorno in cui le mani di Romoli e Arena (va riconosciuto) posavano l’alloro sulla testa “di Fabrizio” a Roma si parlava di “fase due” del partito.
Di cosa è fatta questa nuova fase? Punto uno: nuovi acquisti. Sì, avete capito bene e anzi appuntatevi questa cosa sull’agendina. In Parlamento l’operazione è già scattata e il primo a “tornare a casa” è Nino Minardo (attualmente in forza alla Lega dopo un passato da berlusconiano). Ma la campagna per allargare le fila (e il potere) è estesa a trecentosessanta gradi, consiglieri regionali e comunali compresi. E quindi vi diciamo che ci saranno sorprese.
Altra novità è rappresentata da un nuovo statuto. Introdurrà delle novità: i segretari regionali saranno eletti e non più nominati (come sempre accaduto). Avrà diritto di voto solo a chi è stato tesserato negli ultimi cinque anni e una volta trascorsi due dall’ultimo tesseramento. Una mossa fatta per tagliare fuori “i predoni delle tessere dell’ultimo momento”.
I forzisti vogliono tornare in campo e intendono diventare più grandi e più forti, in tutta Italia come nel Viterbese e sul capoluogo, prima del prossimo fischio dell’arbitro.


















