Forza Italia, il "bandolero stanco" Marini rientra nei ranghi e si prepara a mettersi in lista
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Convinto che alla fine della fiera sia meglio, ancora una volta, unire il proprio destino a quello del partito di sempre. Quel partito che tanto gli ha dato.

Il mare della vita politica è mosso per il “bandolero stanco” Giulio Marini. Dopo tanta contrapposizione col partito di nascita, dopo aver dato carburante al sogno “sabatiniano” di una lista del giovane per sostenere la sua candidatura a sindaco da civico e in contrapposizione a Forza Italia, dopo aver manovrato per mettere ancora Sabatini nella condizione di ascendere come sindaco della coalizione di centrodestra (oggi più sfasciata che possibile) Marini sarebbe pronto a mettersi in lista con la spilletta azzurra sul petto. 

Convinto che alla fine della fiera sia meglio, ancora una volta, unire il proprio destino a quello del partito di sempre. Quel partito che tanto gli ha dato. Un bel posto in lista da dove combattere per portare e portarsi voti. Riponendo fiducia nelle scelte che Forza Italia andrà a fare nei prossimi giorni. In uno scenario che in realtà è molto più aperto e ricco di possibilità di quanto gli osservatori del presente più banali possano credere. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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