Forza Italia, Giulio Marini non ci sta: "Giovani usati come strumento da chi vuole mantenere il potere"
Giulio-Marini
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Giulio Marini, ex presidente della provincia, sindaco, deputato e senatore, è il più evidente tra gli assenti a quella che assomiglia a una reunion degli azzurri viterbesi, invece che qualcosa di veramente nuovo.

È forse l’uomo simbolo della Forza Itala viterbese, eppure alla cena organizzata dal partito per rilanciarsi sul territorio, non c’era. Giulio Marini, ex presidente della provincia, sindaco, deputato e senatore, è il più evidente tra gli assenti a quella che assomiglia a una reunion degli azzurri viterbesi, invece che qualcosa di veramente nuovo. Leader della radunata, molto partecipata, Giovanni Arena, affiancato da alcuni giovani promettenti (qui). Una riunione che però non piace proprio a Giulio Marini. “I giovani – spiega – devono essere il traino della nuova Forza Italia e non devono essere uno strumento dei meno giovani che li usano per mantenere le proprie posizioni. Io questo non lo accetto”.

Ma non è solo il ruolo dei giovani ad essere al centro della critica di Giulio Marini. “Siamo di fronte – aggiunge – a un partito che ha uno Statuto che si organizza senza rispettarlo attentamente. È un partito che ha delle irregolarità statutarie. Non ho una grande simpatia per la mia ex collega Biancofiore, ma ha ragione. C’è un enclave che vuole mantenere il dominio del partito tenendo lontano chi non ha potere. Questi è un male, non è liberale e non favorisce la partecipazione”.

Forza Italia insomma sarebbe chiusa in se stessa, incapace di muoversi davvero. “Questa è una posizione di retroguardia e a me questa posizione di retroguardia non mi piace. La mia critica in merito all’organizzazione del partito – conclude – non cambierà fino a che non ci saranno cambiamenti”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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