
VITERBO – Fulmini e saette dentro la Forza Italia viterbese. Sono due le anime in cui si dividono gli azzurri. La più numerosa fa capo all’attuale commissario provinciale Alessandro Romoli, astro nascente della politica locale. Quella più ristretta sta trovando in Giovanni Arena il proprio punto di condensazione.
A dividerli una diversa idea del collocamento del partito a livello locale. Se Romoli è il centro dell’alleanza strategica con il Pd di Panunzi, che ha permesso a Forza Italia di avere un ruolo centrale a Palazzo Gentili per lunghissimi anni e sembra destinata, con l’allargamento ai civici, a durare ancora, Arena è dall’altra parte della barricata: quella dove si ritrovano i puristi teorici dell’alleanza nel centrodestra.
Questo è quanto accade a livello delle idee. Ma sul piano delle tessere, cioè dei numeri, che presto avranno peso nei congressi del partito forzista qual è la situazione? Schiacciante a favore di Romoli a livello provinciale e praticamente in tutti i comuni ma sul capoluogo le cose sembrano stare diversamente.
Su 500 tessere fatte oltre 300, abbondantemente oltre le 350, sarebbero infatti proprio nelle mani di Giovanni Arena. Forza numerica che lo metterebbe nella condizione di vincere il congresso nel capoluogo. Una vittoria che però non sarebbe facile da gestire, con il partito su Viterbo che dovrebbe andare in direzione contraria da quella presa a livello provinciale. Da qui l’alta tensione e il nervosismo in casa Forza Italia di questi giorni.






















