Forza Italia, Arena "signore delle tessere" a Viterbo
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VITERBO - Forza numerica che lo metterebbe nella condizione di vincere il congresso nel capoluogo. Una vittoria che però non sarebbe facile da gestire, con il partito su Viterbo che dovrebbe andare in direzione contraria da quella presa a livello provinciale. Da qui l'alta tensione e il nervosismo in casa Forza Italia di questi giorni. 

VITERBO – Fulmini e saette dentro la Forza Italia viterbese. Sono due le anime in cui si dividono gli azzurri. La più numerosa fa capo all’attuale commissario provinciale Alessandro Romoli, astro nascente della politica locale. Quella più ristretta sta trovando in Giovanni Arena il proprio punto di condensazione.

A dividerli una diversa idea del collocamento del partito a livello locale. Se Romoli è il centro dell’alleanza strategica con il Pd di Panunzi, che ha permesso a Forza Italia di avere un ruolo centrale a Palazzo Gentili per lunghissimi anni e sembra destinata, con l’allargamento ai civici, a durare ancora, Arena è dall’altra parte della barricata: quella dove si ritrovano i puristi teorici dell’alleanza nel centrodestra.

Questo è quanto accade a livello delle idee. Ma sul piano delle tessere, cioè dei numeri, che presto avranno peso nei congressi del partito forzista qual è la situazione? Schiacciante a favore di Romoli a livello provinciale e praticamente in tutti i comuni ma sul capoluogo le cose sembrano stare diversamente. 

Su 500 tessere fatte oltre 300, abbondantemente oltre le 350, sarebbero infatti proprio nelle mani di Giovanni Arena. Forza numerica che lo metterebbe nella condizione di vincere il congresso nel capoluogo. Una vittoria che però non sarebbe facile da gestire, con il partito su Viterbo che dovrebbe andare in direzione contraria da quella presa a livello provinciale. Da qui l’alta tensione e il nervosismo in casa Forza Italia di questi giorni. 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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