Foresti: “Ho visto chiese trasformate in camere mortuarie. State a casa! Non è un gioco”
FORESTI
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VITERBO – L’accorato appello del diesse della Viterbese di origini bergamasche. “Qui la gente muore ogni minuto".

VITERBO “Buongiorno a tutti i Viterbesi. Mi sento in dovere, visto che vivo questa durissima battaglia nella città più colpita da morti assurde, di mettervi in guardia e di indurvi per l’ennesima volta ad ascoltare e applicare quanto già detto dal sindaco Arena. Non scherzate, non è un gioco. State a casa, lo ripeto: state a casa! Qui la gente muore ogni minuto. Ci sono chiese trasformate in camere mortuarie colme di bare, ci sono corpi su corpi negli ospedali. Ho perso amici e conoscenti, non ultimo il mio vicino di casa. Avete avuto una grandissima fortuna: essere stati avvisati in tempo per stare a casa, in quarantena, prima che questo maledetto virus arrivasse nella vostra città. Non bruciatevi questa grandissima possibilità. Che sono alla fine quindici o venti giorni della nostra vita chiusi in casa pur di salvare la stessa? Ve lo ripeto: state in casa, la vita è preziosa. Quando tutto sarà finito, perché tanto finirà e vinceremo questa durissima guerra, ci ritroveremo tutti a festeggiare, magari anche grazie a qualche vittoria della nostra amata viterbese. Fino a pochi giorni fa ero a Viterbo e credetemi che a differenza di qua siete ancora in un’isola felice, cercate di mantenerla tale. Concludo dicendo che mi sento viterbese a tutti gli effetti e spero che anche voi per qualche giorno vi possiate sentire bergamaschi, in modo da vivere questa assurda realtà tutti uniti e vincenti. Vi voglio bene, un grande abbraccio. Diego Foresti. Grazie. State a casa!”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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