“Fonti rinnovabili, la regione individui le aree non idonee”
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ROMA - Gli emendamenti alla proposta di legge 243 del consigliere pentastellato Silvia Blasi.

ROMA – Intervento del consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Silvia Blasi.

“La Regione Lazio continua ad autorizzare impianto fotovoltaici in provincia di Viterbo senza peraltro aver ottemperato a quanto stabilito dalle linee guida nazionali di cui al D.M. del 10.09.2010, che invita ad individuare le aree non idonee all’installazione.

E’ in discussione in aula il piano rnergetico regionale (Per) e la regione dovrebbe recepire quanto stabilito dalla normativa nazionale che le dà la possibilità di individuare le aree non idonee all’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Molti progetti infatti ricadono nelle aree classificate dal piano territoriale paesistico regionale (Ptpr) come paesaggio agrario di valore. C’è da chiedersi come sia possibile che la regione approvi che si sacrifichi del suolo agricolo, che lei stessa definisce “di valore” nel Ptpr, per autorizzarvi degli impianti energetici fortemente impattanti.

Ho perciò presentato degli emendamenti alla proposta di legge regionale 243 del 25.09.2020 che sono stati approvati in aula e che modificano la legge regionale “Norme in materia ambientale e di fonti rinnovabili” (L.R. 16 del 16.12.2011) affinché la regione si attivi e individui la non idoneità delle aree, entro il termine perentorio di 12 mesi dall’approvazione del piano energetico regionale, e che ciò venga effettuato attraverso un’apposita istruttoria, avente ad oggetto la ricognizione delle disposizioni volte alla tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, delle tradizioni agroalimentari locali, della biodiversità e del paesaggio rurale che identificano obiettivi di protezione non compatibili con l’insediamento, in determinate aree, di specifiche tipologie e/o dimensioni di impianti”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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