Fontane viterbesi, tante chiacchiere sulla tutela e il continuo stato d'abbandono. La provocazione: meglio toglierle
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Viterbo era la città delle belle fontane. Oggi questi monumenti della storia della città sono diventati emblema dell'incuria e della decadenza. A questo punto, fatti i conti con l'impossibilità o incapacità di tenerle in uno stato dignitoso, sarebbe meglio toglierle di mezzo.

Viterbo era la città delle belle fontane. Oggi questi monumenti della storia della città sono diventati emblema dell’incuria e della decadenza. A questo punto, fatti i conti con l’impossibilità o incapacità di tenerle in uno stato dignitoso, sarebbe meglio toglierle di mezzo.

In queste ore Viterbo Civica è tornata ad accendere i riflettori sulla situazione, davvero penosa. Pensare che l’amministrazione Michelini aveva cavalcato il tema della tutela di questo patrimonio in campagna elettorale addirittura arrivando a pubblicare e distribuire un libro sull’importanza delle fontane cittadine. Poi, nei primi mesi di governo della città da parte dell’attuale maggioranza, era scattata una campagna di adozioni delle fontane. Peccato che tutto sia rimasto al semplice livello di propaganda.

Le foto che Viterbo Civica sta diffondendo attraverso i propri canali social mostrano il degrado. Vegetazione che cresce dentro le vasche, fontane vuote e imbiancate dal calcare che sta rovinando il peperino. Foto scattate da un turista in visita romantica a Viterbo per il giorno di San Valentino.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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