Fontane viterbesi, Erbetti: "Ogni anno buttiamo 600mila euro"
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VITERBO - "Da anni gli scienziati di tutto il mondo ribadiscono che l’acqua è un bene prezioso che non va sprecato - così il consigliere pentastellato -".

VITERBO – Ogni anno Palazzo dei Priori prevede in bilancio una cifra pari a 600mila euro per l’acqua che scorre nelle fontane monumentali del capoluogo. “Una cifra enorme – tuona il consigliere del Movimento Cinque Stelle Massimo Erbetti – che punta i riflettori su questa situazione.

“Da anni gli scienziati di tutto il mondo ribadiscono che l’acqua è un bene prezioso che non va sprecato – così il consigliere pentastellato -.

Da anni vengono promosse campagne di sensibilizzazione contro lo spreco d’acqua e pochi anni fa, in tutta Italia, sono stati persino distribuiti gratuitamente dei “rompigetto” da installare sui rubinetti di casa, che permettono un notevole risparmio idrico. Risparmio per l’ambiente e per il portafogli.

Ci si aspetta che gli amministratori di una città siano i primi a dare il buon esempio nel salvaguardare, appunto, ambiente e portafogli.

Non è così per Viterbo, purtroppo. Ogni anno ci vediamo costretti a ricordare agli organi istituzionali cittadini che le bellissime fontane che caratterizzano il nostro centro storico incidono sulle casse del Comune per la ragguardevole cifra di 600mila euro annui.

È ovvio che le fontane, specie quelle monumentali, debbano gettare acqua in continuazione per mantenere il proprio fascino. È anche scontato, però, che non è necessario che questo avvenga pure di notte, né che l’acqua debba essere sempre “nuova” .

Per evitare inutili sprechi le soluzioni ci sono e sono anche di facilissima attuazione. Basterebbe installare dei semplicissimi relé/temporizzatori (inventati verso la fine dell’800!) sulle condotte che portano acqua alle fontane, programmandone quindi gli orari di erogazione. A fronte della chiusura del flusso idrico, ad esempio dalle 22:00 alle 06:00 del giorno dopo, si avrebbe un risparmio notevolissimo. Un terzo di acqua in meno.

Per non parlare di quello economico che si attesterebbe fra 150.000 e 200.000 euro. Questo tipo di intervento sarebbe quindi un gran risultato con costi irrisori per la comunità. Si può fare di più però. Un’amministrazione lungimirante dovrebbe prendere in seria considerazione l’installazione di apparati di ricircolo dell’acqua, unico sistema per azzerare o quasi sprechi di acqua e soldi.

Una fontana che impiega sempre la stessa acqua in circolo è ecologica ed economicamente vantaggiosa. Alla fine viene naturale chiedersi: perché se è così facile ed economico intervenire in merito allo spreco di acqua gli amministratori non si adoperano in tal senso? Attendiamo fiduciosi risposte in merito. Come ogni anno. Ps: La prossima volta che qualcuno si trovasse a visitare Prato Giardino/Lucio Battisti potrà a buon diritto canticchiare “Acqua azzurra , acqua chiara… acqua cara”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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