Fontane storiche, partita la lunga marcia per recuperarne 18. Lavori su quella di San Giovanni, l'ultimo restauro è stato nel 1989
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VITERBO - Il ciclo di "rincarnazione elettorale" del tema "fontane" di fatto è stato spezzato in questi giorni con i primi colpi di scalpello (pardon, scalpellino!) che hanno iniziato a riecheggiare su via Mazzini. 

VITERBO – Dopo 36 anni il Comune di Viterbo torna a mettere mano sulla fontana di San Giovanni in Zoccoli in piazza Dante. Circa 20mila euro di interventi di restauro per riportare in buona salute una fontana dove Palazzo dei Priori aveva messo mano per l’ultima volta nel 1989. 

Da piazza Dante parte la lunga marcia, voluta dall’amministrazione Frontini, per ridare dignità e bellezza a uno dei simboli del centro storico viterbese. Infatti Viterbo sarebbe, oggi sulla carta, anche “la città delle belle fontane”. Sul tavolo lo stanziamento di quasi un milione di euro (952mila) per fare fronte al restauro di ben 18 fontane storiche. 

Un progetto ambizioso di cui si sentiva tanto bisogno. Le fontane storiche sono state puntualmente tirate in ballo in tutto le ultime campagne elettorali, poi altrettanto puntualmente dimenticate e ritornate in auge a ogni giro di giostra solo al momento del voto. Il ciclo di “rincarnazione elettorale” di fatto è stato spezzato in questi giorni con i primi colpi di scalpello (pardon, scalpellino!) che hanno iniziato a riecheggiare su via Mazzini. 

Entusiasmo da parte della sindaca Chiara Frontini che al restauro della fontana di San Giovanni ha anche dedicato un video social. “A conclusione di questo intervento i lavori proseguiranno su altre fontane storiche della nostra città secondo un cronoprogramma inevitabilmente progressivo – così l’assessore ai Lavori Pubblici – . Siamo al lavoro per restituire ai viterbesi le nostre fontane in tutta la loro bellezza”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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