Fontana di Pianoscarano, i cittadini scrivono a Michelini e Ricci
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Fontana di Pianoscarano, un esempio di come Michelini e la sua amministrazione abbiano disatteso un punto tanto sventolato in campagna elettorale: la tutela e valorizzazione del patrimonio delle fontane viterbesi.

Fontana di Pianoscarano, un esempio di come Michelini e la sua amministrazione abbiano disatteso un punto tanto sventolato in campagna elettorale: la tutela e valorizzazione del patrimonio delle fontane viterbesi.

Il signor Mauro Mondini invia una lettera in redazione che abbiamo deciso di pubblicare integralmente e così come arrivata, per non perdere la forza anche del linguaggio schietto di Pianoscarano. 

 

Finalmente la fontana non “piscia” più. Il Comune ha mandato nei giorni addietro un pool di tecnici e all’unanimità si è deciso che per il momento e chissà fino a quando l’unico modo che mette tutti d’accordo è la chiusura dell’acqua.

Diciamo che un problema è risolto, anche se onestamente se quella era la soluzione senza scomodare un pool di tecnici bastava chiedere a questoro del Bravo o a Gabriello. Sarebbero stati capaci di chiudere la saracinesca dell’acqua senza tanti sopralluoghi. Adesso assessore Ricci e tutti gli altri, sindaco compreso, promotori (a parole)
dell’importanza della salvaguardia del centri storico compresi monumenti e fontane chiediamo anzi per l’ennesima
volta arichiediamo che vengano posizionate fioriere a protezione delle fontana dalle auto.

Aggiungiamo anzi riaggiungiamo che siamo disposti a comperarcele da soli così se la scusa è la di mancanza
di fondi la stessa non regge. Basta che ci dite dove posizionarle e qui assessore Ricci e tutti coloro che a chiacchiere, sindaco compreso, vi dite favorevoli alla salvaguardia del centro storico di scuse non ne avete trovatene un’altra.

Sempre in attesa ringraziando la redazione per la pazienza nel pubblicare l’ennesimo articolo/richiesta. Salutiamo ma senza distintamente.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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