Fondi Europei, Palazzo dei Priori punta a un'intesa con Unitus
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VITERBO - Nei prossimi giorni un incontro tra Arena, Sberna e il Magnifico Ruggieri. Fondi Europei, croce e delizia per tutte le amministrazioni comunali. Intercettarli significa avere liquidità importante per sostenere progetti, non farlo si traduce spesso con il rimanere a stecchetta. Con bassa capacità di mettere in campo azioni concrete.

VITERBO – Fondi Europei, croce e delizia per tutte le amministrazioni comunali. Intercettarli significa avere liquidità importante per sostenere progetti, non farlo si traduce spesso con il rimanere a stecchetta. Con bassa capacità di mettere in campo azioni concrete.

Il Comune di Viterbo non ha mai espresso una nota intonata sul delicato ambito. Ora tocca al nuovo sindaco Giovanni Arena essere l’artefice di un’inversione di marcia rispetto al passato. Nei prossimi giorni, stando a quanto trapelato, sarebbe in programma un incontro tra Arena, l’assessore ai Rapporti con l’Università e ai Fondi Europei Antonella Sberna e il Magnifico Rettore Alessandro Ruggieri.

Intenzione dell’amministrazione Arena sarebbe quella di stringere un’alleanza con l’Università. Una sorta di patto che possa permettere a Palazzo dei Priori, impossibilitato ad assumere professionisti per le progettazioni, di usufruire del buon Ufficio Europa dell’Ateneo. Arena & Co. guardano con interesse all’Università, consapevoli dell’importanza anche della rete di relazioni sviluppate negli anni. Dal canto suo il Comune vorrebbe mettere sul tavolo una serie di azioni a vantaggio degli studenti Unitus, in termini di miglioramento dei servizi offerti dalla città.

Lo sviluppo di un cantiere di progettazione europea permetterebbe ad Arena di segnare la differenza rispetto ai predecessori. Basta pensare alla delega del consigliere Christian Scorsi proprio all’Europa che non ha prodotto risultati importanti e di struttura. Intanto l’assessore Antonella Sberna ha dato mandato ai propri uffici di stabilire ponti di comunicazione con gli uffici della Regione che si occupano dei fondi europei.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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