Fondazione: "Un'iniziativa per ringraziare i volontari delle associazioni che hanno operato durante il lockdown"
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VITERBO - Un ringraziamento ufficiale ai tanti volontari che sotto Covid hanno operato per la città, a proporlo sono i consiglieri di Fondazione Gianmaria Santucci e Sergio Insogna. 

VITERBO – Un ringraziamento ufficiale ai tanti volontari che sotto Covid hanno operato per la città, a proporlo sono i consiglieri di Fondazione Gianmaria Santucci e Sergio Insogna. 

Considerato che all’odg del Consiglio Comunale ci sono atti amministrativi tesi a riconoscere ad alcune categorie del comparto sanitario e associazioni a esso collegate benemerenze pubbliche cittadine ci sentiamo in dovere di affermare che se Viterbo ha avuto la capacità di reagire alla pandemia è stato sicuramente grazie all’amministrazione comunale e ai suoi dipendenti, agli operatori sanitari, medici infermieri, forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, ai cittadini che hanno rispettato le regole del distanziamento sociale per mesi, a tutti coloro che hanno continuato a lavorare sia nel pubblico che nel privato per fornire servizi di vario tipo e genere alla Città ed ai cittadini; ma non possiamo dimenticare in questi mesi di emergenza Covid, i tanti volontari che hanno dato una mano alla città ad uscire dalle difficoltà.

Sicuramente non possiamo dimenticare le tante associazioni di volontariato e di solidarietà viterbesi, i tantissimi volontari che in maniera efficace, disinteressata e quotidiana hanno messo a rischio se stessi e chi gli era vicino pur di aiutare chi più era in difficoltà e garantire servizi ed assistenza socio/sanitaria ad un numero considerevole di cittadini.

Oggi in questo momento di “calma e prudenza” crediamo sia giusto rivolgere a loro, preziosi collaboratori civici, un riconoscimento ufficiale da parte dell’intero Consiglio Comunale, per questo chiediamo che il sindaco Arena organizzi e solleciti un’iniziativa del Comune di Viterbo idonea a poter ringraziare ufficialmente tutte le associazioni appartenenti al mondo del volontariato che hanno svolto un lavoro fondamentale con professionalità, amore e passione. Se fosse possibile organizzarla prima dell’interruzione delle attività istituzionali per le ferie estive”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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