Fondazione: "Terme, ridicolo quanto avviene su Ex Inps e Oasi"
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Fondazione interviene duramente sulla questione del termalismo viterbese. Dove non si riesce a far ripartire le ex Inps ma non si dà neanche sostegno a quei privati, vedi Oasi, che vorrebbero entrare nel business delle acque termali.

Fondazione interviene sulla questione delle ex Terme Inps, oggetto di un interessante confronto televisivo all’interno della nota trasmissione ‘Mi manda Rai Tre’ (leggi). E punta i riflettori anche sulla condizione degli ex lavoratori Esattorie spa.

L’intervento di Fondazione

Ci mancava la trasmissione televisiva “Mi manda Rai Tre” per mettere in ridicolo il modo di amministrare la città di Viterbo. Infatti, Elsa Di Gati, in veste di conduttrice, non ha risparmiato sarcasmo e pesanti rimproveri all’assessore allo sviluppo economico Barelli, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, perché non ha saputo controbattere alle inequivocabili argomentazioni poste sulla vicenda delle ex Terme INPS, l’impianto termale da 22 anni in disuso, intollerabile emblema di una città che non sa sfruttare le straordinarie risorse naturali del territorio.

Se il sindaco doveva mortificare qualcuno sull’altare delle grossolane inefficienze della  sua giunta, aveva il dovere di pensare a Tonino Delli Iaconi, assessore al Termalismo, con la caratteristica di essere stato nominato, anziché eletto per ricoprire l’importante ruolo politico ma,  anche in questa circostanza, il regista Michelini ha assegnato a Barelli il compito di interpretare “l’agnello pasquale”, facendolo partecipare a un dibattito televisivo che non prometteva nulla di buono in merito alla individuazione di responsabilità politiche su una questione così fondamentale e complessa.

L’incredibile storia delle ex Terme INPS narrata nella rubrica televisiva, ha messo a nudo tutta la travagliata storia e le tiepide giustificazioni di Barelli non sono riuscite a mitigarne gli effetti a dir poco imbarazzanti delle condizioni di quell’istituto che, un tempo, era motivo di ricchezza per tutto il territorio; quando poi, lo stesso Barelli, cita la necessità di coinvolgere i privati nel progetto termale per la città, dimentica la realtà dell’Oasi, importante struttura che non riesce a decollare semplicemente perché il Comune non autorizza la quantità di acqua necessaria per trasformarla in fonte di benessere e occupazione per circa 30-40 posti di lavoro.

A proposito di posti di lavoro, vogliamo tornare sulla vicenda dei dipendenti delle Esattorie, ormai passati alla tristissima condizione di disoccupati, una sconfortante posizione che oggi li vede ancora più vessati visto che, il Comune, nei giorni scorsi, è riuscito ad incassare oltre tre milioni di euro, con tanto di trionfalistica soddisfazione dell’assessora Ciambella ( incassati non per merito suo ), la quale, se da una parte si è compiaciuta per lo scampato pericolo di ingigantire il “buco” di bilancio, dall’altra, continua a non fornire risposte esaurienti per garantire un futuro a questi  lavoratori e alle loro famiglie.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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