
“L’idea di costituire una Fondazione per la Macchina di Santa Rosa risale al 1996, oggi ci sarebbero le condizioni”. Così Giulio Marini, che ha deciso di intervenire con interesse nel filone di discussione aperto nei giorni scorsi da La Fune.
“Ricordo con piacere quando me ne venne a parlare, e fu la prima volta che il discorso venne aperto, Carlo Cardoni – continua Marini -. Un imprenditori unico, come lui se ne sono visti pochi in questo territorio”.
All’epoca Marini era vicesindaco di Meroi e assessore con delega allo Sviluppo Economico. “L’idea di Cardoni nasceva da una costatazione semplice: la difficoltà del Comune di Viterbo di stare dietro alla complessa organizzazione di tutto il necessario per l’evento del Trasporto. All’epoca anche Palazzo dei Priori sarebbe potuto entrare nella Fondazione, oggi le riforme imposte da Monti lo impediscono. Ma l’idea e la prospettiva rimangono molto interessanti e forse l’unica via per lavorare veramente e con costanza per cogliere al massimo le potenzialità, anche economiche e lavorative e di promozione dell’immagine della città, che possono arrivare da questa tradizione così viva e bella”.
Marini ricorda di averci lavorato sopra ma di essersi reso conto che non c’erano ancora le condizioni giuste per un simile salto. Il Sodalizio era nato da poco, una decina d’anni, e c’era il rischio che l’operazione Fondazione venisse fraintesa.
“Ripresi l’idea durante il mio mandato da sindaco, con la convinzione che il Comune dovesse giocare il ruolo di traghettatore e protagonista in questa epocale rivoluzione. Ma ebbi paura di andare avanti, perché non volevo dare l’idea di un’azione volta a calpestare i piedi a qualcuno. Oggi però ritengo che in città ci siano le persone e le maturità giuste per costruire il quadro necessario. E anche se Palazzo dei Priori non potrebbe più fare parte della Fondazione può ugualmente gettare le basi per questo cambiamento”.
Per l’ex sindaco lo strumento della Fondazione, a cui sarebbero affidati tutti i compiti organizzativi dell’evento annuale, avrebbe una serie di effetti positivi. Con il Sodalizio naturalmente a fare da cardine e centro. “Innanzitutto avremmo persone, che credono davvero nel Trasporto, pronte a lavorarci sopra tutto l’anno per migliorarlo. La Fondazione gestirebbe le tribune, la comunicazione, la costruzione e il trasporto. Questo sgraverebbe gli uffici comunali da una mole importante di lavoro. Oggi la macchina-Comune è praticamente bloccata due mesi sul Trasporto. Liberare gli impiegati e i dirigenti da questo impegno permetterebbe di impiegare il loro lavoro a dare risposte su altri problemi e possibilità della città. Sarebbe tutto più snello e curato nel dettaglio”.
Insomma, per l’ex sindaco, la Fondazione permetterebbe di dare alla festa di Santa Rosa un altro passo.


















