

Fondazione Macchina Santa Rosa, l’idea torna a prendere quota. La principale manifestazione viterbese sembra avere bisogno di un nuovo e più ampio di manovra all’interno del quale rafforzarsi e crescere.
La recente situazione dell’assenza di un sito ufficiale e di un sistema di comunicazione web adeguato al peso dell’evento e ai tempi attuali, fotografata da La Fune, ha fornito l’occasione per aprire un dibattito in città. Di fatto Palazzo dei Priori, con tutti i limiti della macchina umano-politico-amministrativa, non si è dimostrato negli anni adeguato a dare risposte innovative e funzionali alle moderne necessità che l’organizzazione e promozione di una simile iniziativa avrebbe realmente bisogno.
Soprattutto a seguito della crescita e dell’aumentata attenzione riscossa grazie al riconoscimento di patrimonio dell’umanità. La costruzione di una Fondazione potrebbe rappresentare una risposta efficace alle sfide del presente e del futuro. Uno strumento agile, sicuramente più della macchina comunale, che potrebbe lavorare tutto l’anno e occuparsi nei dettagli di diversi aspetti della festa: dalla promozione ad altro.
La prospettiva solletica l’attenzione del presidente del Sodalizio dei Facchini Massimo Mecarini. “Importante è iniziare a parlarne. La Fondazione potrebbe essere una soluzione, a condizione che il Sodalizio abbia un ruolo centrale”, scrive a commento di un editoriale uscito su La Fune sull’argomento il numero uno del Sodalizio.
Interviene anche l’ex sindaco Giulio Marini: “Sono decenni che si parla di Fondazione della Macchina di Santa Rosa, ma tutti abbiamo paura di fare il primo passo e così non si fa niente. Sarebbe ora che le parti in causa si mettano seriamente intorno a un tavolo e possano mettere le basi per la gestione dell’evento più importante della città”.
Due commenti significativi, che quotano la prospettiva di lavorare in direzione della costituzione della Fondazione Macchina di Santa Rosa. Una fondazione che potrebbe decidere e operare in maniera sicuramente più agile rispetto al Comune, sgravando lo stesso da una serie di impegni e liberando così risorse da impiegare in altri settori. Al tempo stesso la Fondazione garantirebbe un maggiore impegno sui festeggiamenti patronali e, coinvolgendo le giuste parti della città, potrebbe funzionare da catalizzatore dell’innovazione e della sperimentazione di nuovi approcci e strategie per promuovere e realizzare al meglio l’evento.

















