Fondazione: "La miracolosa azione di Michelini è solo nella sua mente"
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"Dopo Marini, nelle vesti di "marziano di Roma", il libro delle meraviglie lo scrive Michelini, il "super marziano di Viterbo"", è l'intervento di Fondazione dopo i recenti sviluppi a Palazzo dei Priori.

“Dopo Marini, nelle vesti di “marziano di Roma”, il libro delle meraviglie lo scrive Michelini, il “super marziano di Viterbo””, è l’intervento di Fondazione dopo i recenti sviluppi a Palazzo dei Priori.

“Il nostro sindaco non finisce mai di stupire; quando qualcuno gli ricorda che a Viterbo, sotto la sua amministrazione, non si sono realizzati risultati degni di nota, ecco che tira fuori dal cilindro magico le sue opere portentose che, bontà sua, hanno trasformato la città in una sorta di oasi di benessere e di prosperità – continuano in una nota stampa -.

Peccato che questa mirabolante situazione si sia concretizzata soltanto nella sua mente, magari suffragata dalla onnipresente e venusiana Ciambella, vice sindaco, della quale i viterbesi ne ricorderanno soltanto l’audace aumento delle tasse e le tante e tante chiacchiere di scuola renziana.

I cittadini, purtroppo, ancora non beneficiano del proficuo lavoro svolto per il bene della città, cioè di quelle opere vantate candidamente dal sindaco che, invece, nella realtà delle cose, risultano tuttora incancrenite e ferme allo stato medievale, con una giunta comunale convinta che la gloria per Viterbo si realizzi con “Gloria”, la nuova Macchina di Santa Rosa.

Si dice che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, che non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere e, quindi, non c’è peggior sindaco di un primo cittadino che non si accorge dello stato penoso in cui versa la città”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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