Fondazione Carivit, 15mila euro per il restauro di tre beni culturali pubblici
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VITERBO - La fondazione finanzierà i lavori alle opere d'arte di Orte, Bomarzo e Tarquinia.

VITERBO – Fondazione Carivit, assegnati i fondi del Bando di concorso riservato ai Comuni e Enti ecclesiastici della provincia di Viterbo per iniziative di restauro

E’ stata definita l’assegnazione dei contributi concessi dalla fondazione Carivit con il bando di concorso riservato ai comuni e agli enti Ecclesiastici della provincia di Viterbo per interventi di restauro, valorizzazione e tutela dei beni culturali “minori” di proprietà pubblica.

L’iniziativa, che per la sua attuazione si avvale della collaborazione del Dibaf dell’università degli studi della Tuscia tramite il laboratorio di restauro del corso di laurea in Conservazione e restauro dei beni culturali, ha riscontrato, come nelle precedenti edizioni, una risposta ampia e qualificata da parte dei richiedenti.

Nella seduta del 20 maggio il consiglio di amministrazione dell’ente ha così determinato le rispettive assegnazioni:

Comune di Orte
Restauro del ciclo decorativo di uno degli ambienti di palazzo Nuzzi di Orte (5mila euro)

Comune di Bomarzo
Restauro della Cappella di San Moderato situata al piano nobile di palazzo Orsini (5mila euro)

Comune di Tarquinia
Restauro dell’opera “Affinché le vittime vincano” dell’artista Sebastian Matta (5mila euro)

L’intera graduatoria è disponibile sul sito della fondazione.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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