Fondazione Caffeina, inizia l'era Rovelli. L'imprenditore di successo eletto nuovo presidente
Carlo Rovelli presidente Fondazione Caffeina Cultura (1)
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Filippo Rossi: “Per sognare in grande servono grandi visioni e grande coraggio. Carlo Rovelli le ha entrambe. E’ grazie a queste doti che rilanceremo l’attività di Fondazione Caffeina Cultura e la nostra proposta artistica, culturale e di intrattenimento”.

VITERBO – Carlo Rovelli è il nuovo presidente di Caffeina Cultura. Imprenditore, clase 1947 e viterbese d’origine. Nel 1985 fonda la CR Technology Systems, azienda con base a Roma e sede operativa a Treviglio (BG), attiva nei settori della costruzione di apparecchiature per la produzione, trasformazione, distribuzione dell’energia elettrica, nella progettazione e realizzazione di reti di alta tensione e nella commercializzazione di materiale elettrico, con importanti clienti e commesse da parte di società internazionali nei mercati centro e sud americani, europei, nord e centro africani e in Medio Oriente.

Nei suoi anni alla guida della CR, Carlo Rovelli non ha mai abbandonato né l’attenzione rivolta a Viterbo né il profilo di cura territoriale e sociale delle sue attività, sia in Italia che all’estero. Nell’ambito di queste attività di profilo umanitario e di impatto sociale rientrano la ristrutturazione completa e la dotazione farmaceutica di un padiglione oncologico pediatrico in un ospedale a Cuba, la costruzione di un impianto fotovoltaico in Costa d’Avorio e le numerose attività a Viterbo, dove Carlo Rovelli è tornato al momento della conclusione dell’impegno alla guida dell’azienda, a tutt’oggi diretta dal figlio Riccardo.

Partner storico di Fondazione Caffeina Cultura, la CR Technology Systems è l’ente che ha voluto sostenere la gran parte dei lavori di ristrutturazione dell’ex cinema e teatro San Leonardo, oggi Teatro Libreria Bistrot Caffeina o Palazzo Caffeina, sito in via Cavour 9, con una generosa donazione. Già presidente onorario di Fondazione Caffeina Cultura, dal 26 luglio 2019 Carlo Rovelli assume la carica di presidente di Fondazione Caffeina Cultura.

L’imprenditore viterbese assume il timone della Fondazione: crescita e buona amministrazione al centro del suo mandato. Andrea Baffo rimane nel direttivo.

“Io sono molto orgoglioso di entrare in Fondazione Caffeina Cultura. Questa squadra ha una capacità di inventare novità che ho visto in pochissime altre situazioni. Li ho sempre definiti dei matti, nel senso di visionari, gagliardi”: sono queste le parole con cui al termine del consiglio direttivo di venerdì 26 luglio Carlo Rovelli ha assunto la carica di presidente di Fondazione Caffeina Cultura.

Baffo manterrà un ruolo organizzativo di rilievo nella Fondazione viterbese, confermando immutato l’impegno profuso negli ultimi anni. “Ho sempre cercato di dare una mano alle persone che fanno di più per Viterbo. Negli ultimi anni”, dichiara Rovelli all’atto del suo insediamento, “Caffeina è molto cresciuta grazie agli straordinari progetti che ha saputo creare, coltivare e alimentare. Per questa brillante inventiva il nostro marchio è ormai conosciuto ben oltre i confini della nostra città, con importanti realtà che da anni ci chiedono di mettere il nostro know how al servizio delle loro progettualità: penso a quello che facciamo a Pienza e al grande successo della proposta di Natale che tante amministrazioni locali ci propongono di esportare con richieste fin dalla Puglia, oltre ai tradizionali e sempre nuovi programmi del Festival a Viterbo, all’iniziativa per il territorio del ciclo dei Monti Cimini e alla splendida attività del Teatro e del Palazzo Caffeina.

Questo patrimonio non solo rimarrà vivo ma sarà al cuore del nostro impegno, alimentato e sviluppato in ogni direzione possibile”.

“La mia intenzione è quella di portare in Fondazione la mia esperienza di imprenditore e manager. Buona amministrazione, efficace gestione e sostegno finanziario saranno fra le nostre priorità: quanto fatto negli ultimi anni da questo ente è stato straordinario ed animato dal miglior entusiasmo e dalla più genuina buonafede. Voglio ora mettere a sistema le grandi idee e il patrimonio di Fondazione Caffeina Cultura, fare un quadro preciso dei tanti flussi di lavoro e definire obiettivi, vecchi e nuovi, che rimangano ambiziosi e che si confermino sostenibili. Auspico
anche una crescita del rapporto con il territorio”, conclude il neopresidente: “Questo è un sistema dalle potenzialità non indifferenti in cui si potrebbero creare tante cose. Sono viterbese e ho sempre rimproverato alla mia città una certa assenza di coraggio, dote che mi sembra ancora crescere con fatica”.

Andrea Baffo, presidente uscente di Fondazione Caffeina Cultura, esprime i migliori auguri di buon lavoro: “A nome di tutto lo staff e della squadra di Fondazione Caffeina Cultura do il più grande dei benvenuto a Carlo Rovelli, un amico sincero e un benefattore lungimirante che ha sempre creduto nei nostri progetti e che ha già dimostrato di voler bene alla nostra idea per Viterbo e per la cultura”.

Filippo Rossi, direttore artistico di Fondazione Caffeina Cultura, aggiunge: “Per sognare in grande servono grandi visioni e grande coraggio. Carlo Rovelli le ha entrambe. E’ grazie a queste doti che rilanceremo l’attività di Fondazione Caffeina Cultura e la nostra proposta artistica, culturale e di intrattenimento”.

 

Gli Stati Generali La Fune
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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