Fondazione Caffeina, Andrea Baffo eletto presidente all'unanimità
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Passaggio di consegne durante l'ultimo consiglio direttivo di Fondazione Caffeina: Andrea Baffo prenderà il posto di Michele Pepponi come presidente, mentre Bernardino viene promosso a direttore generale

Un tripudio di voti per Andrea Baffo, che durante l’ultimo consiglio direttivo di Fondazione Caffeina è stato promosso da direttore generale a presidente. Un’elezione segnata da un voto unanime dei consiglieri che si erano riuniti per decidere chi avrebbe dovuto continuare l’opera portata avanti da Michele Pepponi, che si era dimesso da presidente lo scorso luglio.

Niente autoreferenzialità, preclusione di provenienza o di percorso. Queste le basi che Baffo metterà in campo durante il suo mandato per la Fondazione Caffeina. Un compito che ha accettato con gioia e con senso di sfida, per ritrovare un nuovo dialogo tra l’ente e la città. L’obiettivo del neo eletto presidente, infatti, è quella di far crescere ancora il “mondo Caffeina” e continuare l’affermazione che già in questi anni ha avuto in Italia.

Un particolare ringraziamento è andato anche all’uscente Pepponi per tutto il lavoro fatto durante il suo mandato. Proprio durante la sua presidenza, ha ricordato Andrea Baffo, la Fondazione ha superato numerose difficoltà, crescendo e riuscendo a realizzare le migliori edizioni del festival culturale mai viste. Mentre Pepponi conserva la carica di socio fondatore e sponsor di Caffeina, inoltre, il posto di direttore generale prima occupato da Baffo è stato assegnato a Giuseppe Bernardino.

Il neo presidente ha tenuto a ricordare che lo stesso Bernardino da anni è una figura chiave del festival e della sua organizzazione, che per tanto ha svolto la funzione di respondabile del marketing di Fondazione. Da qui inizia il percorso di Andrea Baffo in qualità di nuovo presidente della Fondazione Caffeina, la prima sfida per il futuro si giocerà proprio sull’organizzazione della nuova manifestazione in primavera.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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