Fondazione all'amministrazione Michelini: "Cambiate mestiere"
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Il movimento politico territoriale si rivolge ai micheliniani: "Chiudete la crisi con il solo modo serio di farlo: andate tutti a casa e cambiate mestiere, naturalmente dopo aver chiesto scusa alla città per come l’avete offesa e danneggiata".

“Come volevasi dimostrare. Quanto annunciato recentemente dal capogruppo Pd al Comune di Viterbo, Mario Quintarelli assomiglia molto alla formula in latino che viene usata per annunciare ai cristiani cattolici l’avvenuta elezione del nuovo Papa, almeno stando alla frase che è stata proferita per dichiarare in pompa magna che la “crisi politica al Comune di Viterbo è stata superata”, inizia così un duro attacco di Fondazione a Michelini & Co.

“Una crisi che, nei fatti, è iniziata subito dopo l’insediamento della giunta Michelini – continuano – e che oggi ha festeggiato il suo terzo anno consecutivo, dopo che il popolo viterbese ha dovuto sopportare di tutto e di più, assistendo suo malgrado a una Waterloo della politica viterbese o, almeno, di quello schieramento di centro-sinistra in cui nessuno dei propri componenti si è salvato e dove tutti hanno contribuito a rendere veramente impresentabili e inconcludenti le sedute nell’aula di palazzo dei Priori.

L’assenza di iniziative politiche dell’amministrazione Michelini che ha travagliato la vita dei cittadini durante questa interminabile crisi, richiama per analogia l’elezione papale del 1268-71, tenutasi a Viterbo dopo la morte di Clemente IV, un’elezione che è stata la più lunga nella storia della Chiesa, una vacanza della carica pontificia di ben 1006 giorni, fino alla nomina di papa Gregorio X, un evento conclusosi solo perché, l’esasperato popolo viterbese, reagì duramente segregando i cardinali e riducendo loro il vitto, per poi scoperchiare addirittura il tetto del palazzo Papale.

E, così, oggi, la politica annuncia ai viterbesi che tutto si è concluso a “tarallucci e vino”, che i sette consiglieri del Pd che volevano sfiduciare Michelini si sono riletti la parabola del figliol prodigo, rientrando nei ranghi senza colpo ferire, che si continuerà a parlare di rimpasti di giunta e assestamenti vari e che tanti altri incontri si faranno per tranquillizzare l’ambiente ed arrivare sani e salvi alla conclusione della legislatura.

E questa manfrina sarebbe quanto di meglio sanno fare coloro che sono stati eletti per cambiare le sorti della città? Basta con queste baggianate, basta prendere in giro i cittadini, basta con questa farsa da quattro soldi e chiudete la crisi con il solo modo serio di farlo: andate tutti a casa e cambiate mestiere, naturalmente dopo aver chiesto scusa alla città per come l’avete offesa e danneggiata”.

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