Fondazione: "2017 iniziato sotto una cattiva stella per Ciambella e Michelini"
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La questione del canile di Bagnaia e di come la complicata vicenda è stata affrontata da Palazzo dei Priori sta generando una vera e propria levata di scudi. Una bella "bomba" proprio in apertura di 2017. Fondazione sottolinea le problematiche emerse e indica Michelini e Ciambella come all'origine dei problemi.

“Il nuovo anno, appena iniziato, sembra non portare bene alla vicesindaco Ciambella e al sindaco Michelini, ambedue chiamati in causa pesantemente sulla questione che riguarda il canile di Bagnaia che, a dire delle associazioni che tutelano i diritti degli animali, al momento non sembra destinato a migliore organizzazione poiché le idonee soluzioni da tutti attese e auspicate, a quanto pare, tardano a realizzarsi proprio per l’atteggiamento fin troppo lacunoso della stessa Ciambella”. Così l’incipit di una nota stampa a firma del direttivo comunale di Viterbo di Fondazione per la Tuscia.

“Naturalmente condividiamo in tutto e per tutto quanto denunciato dalle associazioni firmatarie della dura presa di posizione sulla volontà di trasferire il canile di Bagnaia ad altre sedi e sulla decisione di non coinvolgere gli “addetti ai lavori” nella prossima “conferenza di servizio” del 10 gennaio, ritenendo, inoltre, veramente grave il rinnovo della convenzione solo fino al 15 gennaio e la cessazione dell’approvvigionamento del cibo agli ospiti del canile – continuano da Fondazione -.

Dopo questa vicenda che registra il giusto risentimento di coloro che, nella cura e nell’attenzione verso i nostri amici a “quattro zampe”, si misuri anche il buon senso e il livello di civiltà della città, non possiamo sottacere le vibrate proteste degli utenti che hanno trovato chiuso il “centro di raccolta dei rifiuti ingombranti” al Riello per allerta meteo, senza nessuna informazione, e senza una vera giustificazione, con buona pace dei numerosi cittadini costretti a riportarsi indietro quanto intendevano scaricare nel rispetto delle norme vigenti in materia.

Visto come stanno andando le cose, non è questo il giusto inizio dell’anno che si aspettavano i viterbesi”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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