Follia in pieno centro: la aggredisce aizzandole contro il cane e la rapina
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VITERBO – Aggredita e rapinata in pieno giorno al corso Italia. Momenti di terrore per una donna. Difficile risalire all’ autore del gesto dato che le telecamere in quel tratto non funzionano.

VITERBO – Bruttissima disavventura per una donna che ha avuto la sfortuna di trovarsi al posto sbagliato al momento sbagliato. Ma non avrebbe mai potuto pensare di essere aggredita e rapinata in pieno giorno al corso Italia, all’ altezza della chiesa del Suffragio.

La donna era in auto quando le si è avvicinato un uomo con un grosso cane al guinzaglio che le ha aperto lo sportello della sua vettura e le ha aizzato contro il cane.

La donna impaurita è scappata nascondendosi all’ interno di un’attività commerciale e il malvivente ne ha approfittato per rubarle il telefono rimasto all’interno dell’auto.

Una scena surreale. Peccato che non sia stata ripresa dalle telecamere che in quel tratto non funzionano.

Con i filmati risalire all’identità del malfattore per le forze dell’ ordine che stanno indagando sull’ aggressione sarebbe stato molto più semplice.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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