Follia a Sutri: per una grigliata ci poteva scappare il morto
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SUTRI – Un barbecue e cattivi rapporti di vicinato dietro il tentato omicidio di ieri. La ricostruzione degli istanti prima dell’ aggressione.

SUTRI – Una lite, l’ennesima. Rapporti di vicinato ormai logori e avvelenati.

È bastata la decisione di fare un barbecue all’ aperto per scatenare l’ira del vicino che, solo per puro caso, non si è declinata in un omicidio.

Ricostruiamo come sono andati i fatti.

Protagonisti due condomini, un italiano di 57 anni e un 46enne d’origine romena.

Il romeno, intenzionato a fare una grigliata, si sarebbe messo a rtagliare dei pezzi di legna con l’accetta.

Azione non gradita all’italiano che, affacciandosi alla finestra,  avrebbe cominciato a urlare e inveire contro il vicino il quale, per evitare discussioni, avrebbe rinunciato al barbecue ed è rientrato nella propria abitazione dove lo attendevano la moglie e il figlio, ma commettendo un errore che per lui poteva essere fatale: ossia dimenticare in giardino l’ascia.

Il 57enne italiano, non pago degli insulti dalla finestra, sarebbe sceso, avrebbe afferrato l’accetta facendo irruzione in casa della vittima. Una volta entrato in casa lo avrebbe insultato nuovamente ed avrebbe iniziato a colpirlo con l’ascia. L’arma per fortuna, al primo fendente, si sarebbe impigliata nella tenda dell’ ingresso, dando il tempo alla vittima, con l’aiuto della moglie, di disarmare l’aggressore. Ma la colluttazione sarebbe proseguita all’ esterno dell’ abitazione.

La moglie della vittima ha chiamato il 112 e in pochi minuti i Carabinieri sono arrivati sul posto.

Il romeno ha riportato lesioni al volto e al collo, ma per come si era messa la situazione, può considerarsi molto fortunato.

Per l’aggressore sono scattate le manette e sono stati disposti gli arresti domiciliari con l’accusa di tentato omicidio aggravato.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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