

BOLSENA – Un pomeriggio di ordinaria e drammatica follia, conclusosi nel peggiore dei modi, ma fortunatamente prima che si consumasse l’ennesima tragedia irreparabile. Il sangue, le urla, poi il silenzio spezzato dalle sirene. L’allarme è scattato ieri pomeriggio all’interno di un’abitazione di Bolsena, dove si è consumata una violenta aggressione ai danni di una donna, per mano del proprio compagno.
Quando i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile e della stazione locale sono piombati sul posto, allertati da una segnalazione d’emergenza, si sono trovati di fronte a una scena estremamente delicata e ad alta tensione. L’uomo, in evidente stato di alterazione, è stato immediatamente bloccato dai militari e tratto in arresto, prima che la situazione potesse precipitare ulteriormente.
La vittima, visibilmente scossa e ferita, è stata subito soccorsa e presa in carico dagli operatori sanitari del 118, giunti sul posto con un’ambulanza. Dopo le prime cure sul posto, la donna è stata trasportata d’urgenza in ospedale. Sul tavolo degli inquirenti l’ipotesi di reato è pesantissima: gli accertamenti in corso, infatti, si muovono dritti verso il tentato femminicidio.
Ma la cronaca di questo drammatico pomeriggio non si ferma qui. Dopo le formalità di rito e i primi interventi sul luogo dell’aggressione, anche l’uomo arrestato è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale “Belcolle” di Viterbo. Non certo come un normale paziente: l’aggressore è entrato nella struttura sanitaria blindato, sotto la strettissima vigilanza dei carabinieri che lo hanno piantonato e seguito passo dopo passo durante tutte le cure mediche necessarie e le successive procedure di fotosegnalamento e identificazione.
Ora spetta alle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Viterbo, ricostruire con millimetrica precisione i contorni di quanto accaduto tra le mura di quella casa a Bolsena. I militari dell’Arma stanno raccogliendo ogni elemento utile, ma saranno soprattutto i rilievi scientifici e, non appena le sue condizioni lo permetteranno, la testimonianza chiave della vittima a chiarire la dinamica esatta del violento assalto. Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori c’è anche il passato della coppia, per verificare l’eventuale presenza di precedenti episodi di violenza o maltrattamenti mai denunciati prima.
Per la donna, come da prassi rigorosa in questi drammatici scenari, sono state immediatamente attivate tutte le tutele e le procedure d’urgenza previste dal protocollo del “Codice Rosso”. L’aggressore, nel frattempo, resta a disposizione dell’autorità giudiziaria: nelle prossime ore è attesa l’udienza davanti al giudice per la convalida dell’arresto e l’emissione delle inevitabili misure cautelari in carcere.

















